Erano ormai da decenni che l'Europa non viveva un periodo così teso, complesso e sfortunato. La non risoluzione del conflitto in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz, sta avendo ripercussioni economiche severe. Il cui impatto - per la verità - è ancora difficile da valutare e i prossimi mesi saranno decisivi per capire se la situazione potrà ulteriormente peggiorare. Nel frattempo, la Commissione ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'Eurozona.
Nessuno peggio di noi
I dati parlano chiaro: sebbene il peggioramento previsto dalla Commissione sia generale, il prossimo anno il debito pubblico dell'Italia raggiungerà un valore pari al 139,8% del PIL. Il peggiore di tutta la UE. Il nostro Paese riduce le stime di crescita: dallo 0,8% previsto in autunno allo 0,5% di fine anno e nel 2027 si attesterà allo 0,6%. Per contro, la Spagna chiuderà il 2026 con una crescita del PIL prevista al 2,4% e addirittura al 2,9% il prossimo anno. Il triplo rispetto a quanto riusciamo a fare noi.
Investimenti giusti
Mentre l'Italia si è fermata dopo lo shock pandemico, la Spagna ha continuato a crescere (anche più di Germania e Francia) diventando la "locomotiva d'Europa". Il settore auto è tra quelli che hanno più contribuito. Madrid è il secondo Paese europeo per produttore di veicoli (1,8 milioni l'anno); l'Italia è scesa sotto la soglia critica delle 500 mila unità. La Spagna accelera perché accoglie nuovi impianti cinesi e il Governo ha stanziato 1,2 miliardi per rafforzare la filiera produttiva e aggiornare il parco circolante.
Dati
La Spagna cresce il triplo dell'Italia (anche grazie alle auto)
L'Europa rivede le stime e condanna l'Italia, ultima tra i 27 Paesi
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