Due storie diverse, ma la stessa grande gioia ad accomunarli. Andrea Pellegrino e Federico Cinà sono i due italiani usciti indenni dalle qualificazioni del Roland Garros 2026, torneo che per entrambi segnerà l'esordio assoluto nel tabellone principale di uno Slam. Il primo ha battuto, in ordine, de Alboran e Harris, chiudendo con un successo nel derby con Marco Cecchinato, che sulla terra rossa di Parigi aveva raggiunto la semifinale nel 2018. Il classe 2007 siciliano, invece, si è liberato di Watanuki e Tomic, prima di battere il canadese Galarneau nel turno decisivo. Dietro alla doppia qualificazione di Pellegrino e Cinà, però, ci sono due carriere diverse, per età e percorso.
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La rinascita di Pellegrino -
Pugliese nato nel '97, Andrea Pellegrino sta attraversando il momento migliore della sua carriera. Seppure sia stato considerato, fin da giovane, un giocatore di talento, in passato non è mai riuscito a mantenere quella costanza necessaria, nel tennis, per stabilizzarsi nel circuito maggiore. Negli ultimi mesi, invece, sembra essere scattato qualcosa in lui, a partire dal primo quarto di finale a livello Atp, conquistato nel 250 di Santiago. Il meglio, però, è arrivato davanti al pubblico amico di Roma, dove Pellegrino ha prima superato le qualificazioni, per poi arrampicarsi fino agli ottavi di finale, dove si è arreso al connazionale Jannik Sinner, poi vincitore del torneo. Un percorso di tutto rispetto, interrotto soltanto con il numero uno e grande favorito degli Internazionali, in una sconfitta che nulla toglie al periodo d'oro di Andrea. Un risultato, quello maturato in Italia, che lo ha portato fino alla posizione numero 126 del ranking Atp, dove in realtà si era già issato a marzo, dopo l'exploit di Santiago. L'entusiasmo degli ultimi mesi sta fungendo da spinta anche al Roland Garros, dove Pellegrino, fin qui, ha ceduto un solo set, arrendendosi per 6-3 nel primo parziale con il sudafricano Harris. Chissà anche anche in Francia il tennista pugliese non possa regalarsi qualche altra gioia.
Cinà in rampa di lancio -
Dieci anni in meno, e un ranking da far invidia ai coetanei (oggi 216, ma a marzo era numero 183) Federico Cinà, del quale si parla da anni come uno dei prospetti più interessanti tra i nati nel 2007, ha il tennis nel dna. Suo padre Francesco, da sempre il suo allenatore, è stato per anni coach di Roberta Vinci, tanto che il giovanissimo "Palli" (questo il suo soprannome) si trovava nel box della tennista agli Us Open del 2015, quando Vinci superò Serena Williams prima di arrendersi in finale con la connazionale Pennetta. Semifinalista allo US Open Junior del 2023, a marzo del 2025 Cinà agguanta la prima finale Challenger della carriera a Creta, prima di volare a Miami dove, grazie a una wild card, fa il suo esordio nel tabellone principale di un Masters 1000 battendo l'argentino Francisco Comesana, prima di arrendersi al secondo turno a Grigor Dimitrov. Il 2025 è un anno ricco di soddisfazioni, dal primo match agli Internazionali d'Italia fino al primo successo Challenger a Pune, in India. Adesso tocca al debutto in uno dei palcoscenici più importanti del tennis mondiale, in quello che sarà il primo vero incontro in uno Slam, ma certamente non l'ultimo.