Udinese, Runjaic: "A Napoli con intensità e coraggio"

"Mi sento bene indipendentemente dai premi individuali. Certo, fanno piacere, ma il calcio resta uno sport di squadra: i riconoscimenti personali hanno valore solo se arrivano attraverso il lavoro collettivo". Così il tecnico dell'Udinese Calcio, Kosta Runjaic, in conferenza stampa, alla vigilia della sfida contro il Napoli, nell'ultima giornata di Serie A, prima della quale ritirerà il premio di allenatore del mese in Serie A.
L'allenatore bianconero ha ribadito come la stagione dell'Udinese non possa considerarsi conclusa nonostante il raggiungimento della quota 50 punti, che non si otteneva da oltre dieci anni. "Mi trovo bene qui e non abbiamo ancora finito. I 50 punti erano un obiettivo importante, ma il campionato non è terminato. Con la Cremonese non sono stato soddisfatto della prestazione, mentre a Napoli mi aspetto una bella partita. Affronteremo una squadra top, con grande intensità, auspico un approccio sicuramente migliore rispetto a quella visto con la Cremonese, più coraggioso".
Dal punto di vista tattico il tecnico non intende rivoluzionare l'assetto della squadra. "Non mi piace sperimentare troppo. Domani Arizala non ci sarà, Ekkelenkamp nemmeno, ma non faremo esperimenti sebbene in infermeria ci siano anche Zaniolo, Zano e Kamara è squalificato. Dovremo spendere molto dal punto di vista fisico e mentale, giocando con grande intensità".
Runjaic ha poi dedicato parole importanti a Gokhan Inler, figura che considera centrale nel progetto bianconero. "Siamo arrivati insieme a Udine, conosce benissimo la società ed è una persona molto importante sia dal punto di vista professionale sia personale. Ci capiamo al volo".
L'allenatore ha sottolineato anche l'importanza del rapporto con l'ambiente friulano. "Abbiamo tante sfide da affrontare e molte idee da realizzare. L'idea di Inler delle sedute a porte aperte ha portato entusiasmo. Dobbiamo rafforzare il dialogo con i tifosi e con la Curva Nord. Mi sarebbe piaciuto rendere l'Udinese una squadra molto difficile da affrontare in casa: per il futuro dovremo lavorare su questo aspetto".
Infine, una riflessione sul primo biennio in Serie A. "Con il tempo si diventa più saggi. Questo campionato andava scoperto: ho conosciuto grandi allenatori che prima vedevo solo in televisione. Oggi ho acquisito più tranquillità rispetto al passato. Mi ispiro molto a Gino Pozzo, che voglio ringraziare perché mi ha aiutato a comprendere idee e prospettive di chi conosce profondamente questo campionato. Ho grande rispetto per l'Udinese, una società che affronta sempre grandi sfide. Ho imparato molto e spero di continuare a crescere, insieme a tutti, per ottenere risultati ancora migliori".