La 38a giornata della Serie A ribalta completamente la stagione del Milan, che passa da terzo a quinto e giocherà l'Europa League. I rossoneri affondano contro il Cagliari, che rimonta con le reti di Borrelli (20') e Rodriguez (58') vincendo 2-1, e salutano la Champions. Inter e Napoli vengono infatti raggiunte nella top-4 dalla Roma e dal Como: i giallorossi battono 2-0 il Verona, Fabregas e i suoi travolgono la Cremonese (4-1) e la mandano in B. Si salva il Lecce, pari tra Torino e Juventus dopo gli scontri (2-2).
MILAN-CAGLIARI 1-2
Conscio di avere il destino nelle proprie mani, il Milan ospita il Cagliari a San Siro con un unico obiettivo chiaro in mente: qualificarsi alla prossima Champions League. Pronti, via e i rossoneri si portano subito sull’1-0: non è neppure il 2’ quando Gimenez innesca Saelemaekers e il belga buca Caprile. Al 19’ è invece Maignan a negare il pari a Gaetano con una gran parata, ma pochi secondi dopo il francese si deve arrendere all’1-1 di Borrelli. Nkunku si divora poi la chance per riportare avanti il Diavolo, mentre Tomori è decisivo dopo un errore di Maignan. Il Milan è in difficoltà e al 58’ incassa il 2-1 di Rodriguez: Fofana si addormenta e si lascia anticipare dall’inzuccata del giocatore rossoblù. Pulisic non riesce invece a colpire di testa, mentre Maignan deve sfoderare altre due parate per negare il tris ai sardi al 73’. A fallire il colpo del pari sul cross di Leao è quindi Rabiot, con Maignan costretto a stoppare pure il contropiede di Mendy all’87’. Tutti questi miracoli del portiere francese a nulla servono però al Milan: la vittoria per 2-1 del Cagliari costringe infatti i rossoneri in Europa League. Anche il prossimo anno il Diavolo non giocherà la Champions League.
IL TABELLINO
MILAN (3-5-2) - Maignan; Tomori (61’ Athekame), Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (68’ Leao), Jashari (61’ Modric), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (61’ Fullkrug), Gimenez (46’ Pulisic). A disposizione: Pittarella, Torriani; Athekame, De Winter, Estupinan, Odogu, Vladimirov; Loftus-Cheek, Ricci, Sardo; Balentien. All. Allegri.
CAGLIARI (3-5-2) - Caprile; Ze Pedro (63’ Palestra), Mina, Rodriguez (63’ Dossena); Zappa, Adopo, Gaetano, Deiola (73’ Sulemana), Obert; Esposito (95’ Felici), Borrelli (73’ Mendy). A disposizione: Ciocci, Sherri; Raterink; Grandu, Mazzitelli, Russo, Sulev; Albarracin, Belotti, Trepy. All. Pisacane.
Arbitro: Guida.
Marcatori: 2’ Saelemaekers (M), 20’ Borrelli (C), 58’ Rodriguez (C).
Ammoniti: Ze Pedro (C), Pavlovic (M), Maignan (M), Sulemana (C).
GLI OPTA FACTS
HELLAS VERONA-ROMA 0-2
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La Roma centra la Champions League e il meritato terzo posto, grazie al 2-0 sul Verona. I giallorossi rischiano qualcosa in avvio sulle folate di Bowie, poi si gettano in avanti: Soulé e Cristante sfiorano il gol, proprio nel momento in cui tutte le contendenti-Champions rischierebbero di chiudere a pari merito con 71 punti. Il finale del primo tempo è caotico, con Montipò decisivo su Dybala e Bowie che si vede negare il gol da Svilar, ma è 0-0 al riposo. Gasperini interviene subito con due cambi e, al 51', la gara svolta: espulso Valentini per doppia ammonizione. Il colpo è doppio per il Verona, che pochi minuti dopo si vede fischiare un rigore contro per il tocco col braccio di Bowie. Malen sbaglia dal dischetto, ma segna sulla ribattuta sfruttando l'assist di Dybala: al 56', dunque, è 1-0 e la Roma è in Champions. I giallorossi sfiorano il bis con Soulé e Dybala, poi si trincerano a protezione del risultato e rischiano anche qualcosa sulle ripartenze dell'Hellas. Nel recupero, però, ecco la rete della sicurezza: la segna El Shaarawy, che chiude i giochi col 2-0 (93') nella sua ultima in giallorosso. Gasperini è dunque terzo a quota 73 punti e in Champions, il Verona chiude penultimo con 21 punti.
IL TABELLINO
HELLAS VERONA (3-5-1-1) - Montipò; Edmundsson, Nelsson, Valentini; Belghali (40' st Vermesan), Akpa-Akpro, Lovric (13' st Al-Musrati), Harroui (25' st Sarr), Frese (25' st Bradaric); Suslov (13' st Bella-Kotchap); Bowie. A disposizione: Perilli, Toniolo, Lirola, Slotsager, Bernede, Szimionas, Niasse, Isaac, Cham, Ajayi. All. Sammarco.
ROMA (3-4-2-1) - Svilar; Ghilardi (1' st Ziolkowski [29' st Koné]), Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli (1' st Pisilli), Rensch; Dybala, Soulé (29' st El Shaarawy); Malen (40' st Vaz). A disposizione: De Marzi, Zelezny, Gollini, Angeliño, Dovbyk, Venturino, Seck. All. Gasperini.
Arbitro: Sozza.
Marcatori: 11' st Malen (R), 48' st El Shaarawy (R).
Ammoniti: Valentini (V), Lovric (V), Ziolkowski (R).
Espulso: Valentini (V) al 5' st per doppia ammonizione.
Note: Malen (R) sbaglia un rigore al 10' st, poi segna sulla ribattuta sfruttando l'assist di Dybala.
OPTA FACTS
CREMONESE-COMO 1-4
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Cesc Fabregas aveva già fatto la storia portando il Como in Europa, ma va oltre ogni logica: è Champions League per i lariani, che approfittano del passo falso del Milan e calano il poker sulla Cremonese. I grigiorossi devono vincere per salvarsi, ma la rete immediata del Lecce e l'infortunio di Maleh spengono ogni possibile entusiasmo. Il Como fa la partita e, dopo trentasette minuti, la sblocca: Douvikas calcia, Audero fa un miracolo e Jesus Rodriguez segna sulla ribattuta. Giampaolo prova a scuotere i suoi coi cambi, ma non c'è nulla da fare: l'ex Betis fa l'assistman e Douvikas sigla il 2-0 in avvio di ripresa (51'). Bonazzoli accorcia dal dischetto (55'), ma le speranze della Cremonese affondano definitivamente venti minuti dopo, quando un contatto dubbio tra Bianchetti e Douvikas viene punito col rigore: Da Cunha trasforma e i grigiorossi perdono la testa, con un rosso dal campo (Grassi) e due dalla panchina (Okereke e Djuric) per proteste. Forte della superiorità numerica, il Como cala il poker col suo capitano (80') e sfiora anche la cinquina: annullata per fuorigioco la rete costruita da Sergi Roberto e Morata. La vittoria per 4-1, senza Nico Paz, è dolcissima: Como quarto e in Champions con 71 punti. La Cremonese, invece, torna in Serie B: un esito che sembrava impensabile, dopo l'ottimo avvio dei grigiorossi, ma quel crollo a metà stagione è stato ferale.
IL TABELLINO
CREMONESE (3-5-2) - Audero; Terracciano (39' st Barbieri), Bianchetti, Luperto; Zerbin (1' st Floriani Mussolini), Thorsby (1' st Collocolo), Grassi, Maleh sv (15' Vandeputte), Pezzella; Bonazzoli (39' st Lottici Tessadri), Vardy. A disposizione: Silvestri, Nava, Djuric, Ceccherini, Vigilati, Folino, Okereke. All. Giampaolo.
COMO (4-2-3-1) - Butez; Smolcic, Jacobo Ramon, Kempf, Alberto Moreno (30' st van der Brempt); Perrone, Da Cunha; Diao (39' st Vojvoda), Baturina (39' st Sergi Roberto), Jesus Rodriguez (19' st Caqueret); Douvikas (39' st Morata). A disposizione: Tornqvist, Vigorito, Goldaniga, Nico Paz, Lahdo, Kuhn, Diego Carlos, Cassano, Pisate. All. Fabregas.
Arbitro: Maresca.
Marcatori: 37' Jesus Rodriguez (Co), 6' st Douvikas (Co), 10' st Bonazzoli rig. (Cr), 30' st Da Cunha rig. (Co), 35' st Da Cunha (Co).
Ammoniti: Jesus Rodriguez (Co), Thorsby (Cr), Alberto Moreno (Co), Vardy (Cr), Bianchetti (Cr), Vandeputte (Cr).
Note: espulsi Djuric (Cr) e Okereke (Cr) dalla panchina, più Grassi (Cr) dal campo per proteste al 26' st.
GLI OPTA FACTS
LECCE-GENOA 1-0
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Con la salvezza in palio, il Lecce parte forte al Via del Mare e sale sull’1-0 già al 6’, quando Banda è bravissimo nel trafiggere Leali dopo un’azione insistita da parte dei salentini. La squadra allenata da Di Francesco prende fiducia e schiaccia il Genoa nella propria area di rigore, ma al 38’ rischia di subire il pari: il Grifone va infatti a segno con Frendrup, il cui gol viene annullato però per un fuorigioco iniziale di Colombo. In avvio di ripresa è invece Cheddira a non concretizzare la chance del possibile raddoppio, colpendo l’esterno del palo a porta vuota, dopo aver saltato Leali. Al 68’ è poi Pierotti a essere fermato dal palo, con l’1-0 che basta comunque al Lecce per salvarsi. Di Francesco può festeggiare il raggiungimento dell’obiettivo.
IL TABELLINO
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani (89’ Gaspar), Ngom (46’ Gandelman); Pierotti (81’ Jean), Cheddira (80’ Stulic), Banda (65’ N’Dri). A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Fofana, Perez, Helgason, Camarda, Gorter, Marchwinski. All. Di Francesco
GENOA (3-5-1-1): Leali; Marcandalli (83’ Lafont), Otota, Zatterstrom; Sabelli (60’ Ouedraogo), Amorim (69’ Grossi), Frendrup, Masini (83’ Carbone); Martin (60’ Norton-Cuffy); Ellertsson; Colombo. A disposizione: Bijlow, Sommariva, Vasquez, Doucoure, Lafont, Spicuglia, Romano. All. De Rossi
Arbitro: Doveri.
Marcatori: 6’ Banda (L)
Ammoniti: Ramadani (L), Gabriel (L)
GLI OPTA FACTS
Il Lecce disputerà cinque stagioni consecutive in Serie A per la prima volta nella sua storia.
Il Lecce ha vinto due partite di fila in Serie A per la seconda volta in questo campionato (due successi anche a febbraio contro Udinese e Cagliari).
Quello di Lameck Banda è il gol numero 700 del Lecce in Serie A.
Il Lecce ha vinto tre delle ultime quattro partite di Serie A (1P), tanti successi quanti quelli ottenuti nelle precedenti 19 gare nel torneo (4N, 12P).
Lameck Banda ha preso parte a nove reti in questo campionato (5G, 4A in 32 match), solo un coinvolgimento in meno rispetto alle tre precedenti stagioni in Serie A: 10 (4G, 6A in 72 presenze tra il 2022/23 e il 2024/25).
Il Genoa (2N, 3P) non ha trovato il successo per cinque gare di fila in Serie A per la seconda volta sotto la gestione Daniele De Rossi (2N, 3P tra dicembre e gennaio scorsi).
Il Genoa non ha segnato in quattro delle ultime cinque partite di Serie A, tante volte quante nelle precedenti 12 gare della massima serie.
Il Genoa ha perso cinque delle ultime nove partite di Serie A (2V, 2N), una sconfitta in meno rispetto alle prime 19 gare con Daniele De Rossi in panchina (7V, 6N, 6P).
Ylber Ramadani ha raggiunto le 100 presenze in Serie A, tutte con la maglia del Lecce.
TORINO-JUVENTUS 2-2
Oltre al danno, la beffa. La Juventus non disputerà la Champions League e, inoltre, non vince il derby: è 2-2 col Torino, che rimonta il doppio svantaggio. Grande caos all'Olimpico-Grande Torino, col match che viene rinviato di un'ora dopo gli scontri tra le tifoserie e il serio ferimento di un supporter bianconero. Gli ultras della Vecchia Signora cercano di non far disputare la sfida, poi si arrendono e alle 21.45 ecco il fischio d'inizio. Granata subito pericolosi con Vlasic, Vlahovic risponde e la Juve sfiora ripetutamente il gol: chance per Gatti, poi Boga e Vlahovic accarezzano la rete. Il dominio bianconero si tramuta in gol al 24', con Vlahovic che si gira e fulmina Paleari col sinistro, sbloccando la sfida. Gineitis flirta col pari, ma la Juventus torna avanti e raddoppia al 54': assist di Conceiçao e bis di Vlahovic, in quella che potrebbe essere la sua ultima gara con la Juve. Il serbo esce al 62' e gli ospiti si spengono: dopo aver accorciato con Casadei (59'), il Toro spinge e pareggia. Merito di Adams, che insacca su azione da corner complice anche una deviazione, siglando il pari all'83'. I granata spingono ancora, ma non trovano quella vittoria che manca dal 2015. Dopo le chances per Locatelli e Adams, si chiude sul 2-2: Juventus sesta a quota 69 punti e senza Champions, Toro 13° a quota 44 punti. D'Aversa mantiene dunque l'imbattibilità interna e nei derby stagionali, ma potrebbe non essere confermato.
IL TABELLINO
TORINO (3-4-1-2) - Paleari; Ismajli, Saul Coco, Ebosse; Pedersen (23' st Prati), Ilkhan (18' st Njie), Gineitis (1' st Casadei), Rafa Obrador (18' st Nkounkou); Vlasic; Simeone, Zapata (11' st Adams). A disposizione: Israel, Siviero, Ilic, Kulenovic, Lazaro, Biraghi, Tameze, Gabellini, Pellini. All. D'Aversa.
JUVENTUS (4-2-3-1) - Perin; Kalulu, Gatti, Kelly, Cambiaso (17' st Holm); Locatelli, Thuram (25' st Koopmeiners); Conceiçao (25' st Miretti), McKennie, Boga (33' st Zhegrova); Vlahovic (17' st David). A disposizione: Di Gregorio, Pinsoglio, Yildiz, Milik, Adzic, Kostic, Openda, Cabal. All. Spalletti.
Arbitro: Zufferli.
Marcatori: 24' e 8' st Vlahovic (J), 14' st Casadei (T), 38' st Adams (T).
Ammoniti: Locatelli (J), Casadei (T), Zhegrova (J), Ebosse (T).