L’ennesimo episodio di calcio & violenza a Torino. Le clamorose eliminazioni dalla Champions di Milan e Juventus. Le farneticanti dichiarazioni d’addio al Napoli di Antonio Conte. L’ultima domenica di campionato non ci ha risparmiato colpi di scena ed emozioni (quella di Torino ovviamente ce la saremmo risparmiata volentieri). Dati i giusti meriti a Roma e Como per il loro ingresso nell’Europa che conta e al Lecce per la sua salvezza, subito un dato che fa riflettere…
RECORD – Mai nella storia il miglior cannoniere italiano del campionato aveva segnato così poco. Orsolini e Scamacca si dividono il misero primato con 10 reti. La cifra più bassa da quando esiste la Serie A, più bassa anche di quando i tornei erano a 18 o 16 squadre. Tristezza assoluta. Pensate che una ventina di anni fa, nella stagione 2006-07, i primi sei posti della classifica cannonieri erano tutti italiani: Totti vincitore con 26 gol, dietro di lui Lucarelli (20), Riganò (19), Rolando Bianchi (18), Spinesi e Amoruso (17). Primo straniero, a quota 16, Mutu. E poi, a seguire, altri big del calibro di Ibrahimovic, Crespo, Kakà e Cruz tanto per fare qualche nome… Da sottolineare poi l’appartenenza di ben cinque dei sei bomber italiani a squadre non di primissimo piano (Lucarelli-Livorno, Riganò-Messina, Bianchi e Amoruso Reggina, Spinesi-Catania).
DIMISSIONI – D come Dignità, D come Dimissioni. Quelle che dovrebbero presentare con decorrenza immediata Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti, i responsabili sul campo (e poi ci sono ovviamente quelli dietro la scrivania…) dei flop clamorosi di Milan e Juventus. Fuori dalla Champions League, rossoneri e bianconeri la prossima stagione guarderanno con malcelata invidia… il Como.
ZERO – Di ruolo sono attaccanti, qualcuno li chiamava pure bomber. Alvaro Morata e Santiago Gimenez chiudono la loro stagione horribilis a zero gol con rispettivamente 924 e 896 minuti a disposizione. Zero gol e zero in pagella. In una parola: pipponi.
PARAGONI – L’Inter con tre scudetti (su sette) è per ora la Regina degli anni Venti. Seguono Napoli (due campionati), Juventus e Milan (uno ciascuno). Rispetto ai titoli vinti da Conte e Simone Inzaghi, questo è quello con meno punti conquistati: 87 contro i 94 della Doppia Stella 2023-24 e i 91 del 2020-21. Curiosamente il numero di reti segnate è lo stesso per tutti e tre gli scudetti: 89 realizzate in 38 partite. La difesa quest’anno ha incassato 35 gol come nello scudetto ’21 targato Conte mentre con Simone Inzaghi le reti al passivo erano state soltanto 22. Di questi tre scudetti due hanno visto anche il trionfo di un interista in classifica cannonieri: sempre Lautaro Martinez, quest’anno con 17 centri e due anni fa con 24. Lo stesso numero di reti che nel 2021 non furono però sufficienti a Lukaku per conquistare il trono del gol su cui si sedette Cristiano Ronaldo (dall’alto della sua quota 29).