Ciclismo, Vingegaard: "Il Giro è speciale, ora voglio vincere in rosa"

Il danese: "Il Giro non è ancora chiuso"

© Getty Images

© Getty Images

"Devo gestire le energie, anche pensando al Tour de France, ma voglio onorare il Giro d'Italia e vincere almeno una tappa mentre indosso la maglia rosa. Sarebbe davvero speciale per me". Nel terzo e ultimo giorno di riposo del Giro d'Italia 2026, Jonas Vingegaard si concede ai media nel corso di una videoconferenza e fa il punto sulla prima parte della suo Giro. "Con il Tour è la mia priorità per questa stagione. Penso che possa aiutarmi ad arrivare a un livello ancora più alto al Tour - spiega il corridore danese - Di solito, in carriera, la seconda grande corsa della mia stagione è quella in cui vado più forte", aggiunge con un tono di avvertimento agli avversari che lo attendono Oltralpe, Tadej Pogacar su tutti. 

Il due volte vincitore del Tour de France nel 2022 e 2023 sa però che non è il momento di abbassare la guardia, perché il Giro non è ancora finito: "Da qui alla fine possono succedere tante cose, posso avere una giornata di crisi, magari cadere o ammalarmi - dice prudentemente la maglia rosa - Già la tappa di Carì (in programma domani, ndr) sarà dura e penso che ci sarà movimento in classifica generale". Il danese ha un vantaggio di 2'20" su Afonso Eulalio e 2'50" su Felix Gall, ma non si fida dei suoi diretti avversari che danno la corsa già per chiusa a suo vantaggio. Su tutti l'austriaco, che sta disputando un ottimo Giro: "Credo - sottolinea - sia il più pericoloso per me, visto anche come sono andati gli ultimi arrivi in salita". "Questa è la settimana più dura del Giro - prosegue Vingegaard che rilancia - Ci sono possibilità per vincere tappe e penso che sceglieremo le giornate in cui puntare al successo". Sullo sfondo c'è la prossima sfida con Tadej Pogajar in Francia. Lo sloveno due anni fa ha dominato il Giro: "Non mi paragono a lui. Lo conosco un po', è una persona molto simpatica, ma mi concentro su di me", taglia corto Vingegaard. 

A settembre ci sarà anche il Mondiale a Montreal ma la sua partecipazione non è ancora certa. Vingegaard scioglierà le riserve soltanto dopo il Tour. La sua filosofia di vita, oltre che di gara, è cambiata dopo il grave infortunio che lo fermò al giro dei Paesi Baschi: "Dal mio incidente nel 2024, continuo anno dopo anno - spiega con una riflessione che si estende alla carriera sportiva -. Finché mi diverto, continuo. A questo punto, non mi vedo andare in pensione. Ma non mi vedo correre neanche fino ai 35 anni. A breve ne compirò trenta, quindi non me ne restano così tanti", conclude.