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Milan, carissima rivoluzione: "buco" da 90 milioni tra esoneri e mancata Champions

Il benservito ad Allegri, Furlani, Moncada e Tare unito all'esclusione dalle prime quattro avrà un impatto significativo sul bilancio dei rossoneri 

Cara, carissima rivoluzione. È bastato un comunicato di poche righe per azzerare completamente ogni certezza in casa Milan. Gerry Cardinale non ha voluto usare mezze misure: tutti colpevoli del "fallimento sportivo" rossonero di questa stagione. E così si spiegano gli esoneri, in contemporanea, di Allegri, Tare, Furlani e Moncada.

I vertici rossoneri sono stati praticamente azzerati dopo il sacco di San Siro firmato Cagliari. Una scelta drastica ed estrema che ha risvolti pesanti anche sui conti rossoneri e, probabilmente, sul mercato che sarà. Il bilancio del Diavolo non solo soffrirà per l'ammanco di una 70ina di milioni circa provenienti dalla Champions ma, in più, si porterà sul groppone gli oneri finanziari dei contratti dei dirigenti allontanati. 

Il Milan metterà a bilancio i costi legati agli stipendi di Allegri, Furlani, Tare e Moncada fino alla scadenza dei rispettivi contratti: il totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 22 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sporti, le cifre più pesanti riguardano l’amministratore delegato e l’allenatore: Furlani avrebbe rinnovato fino al 2028 per circa 10 milioni lordi complessivi (3 netti all'anno), mentre Allegri è sotto contratto fino al 2027 con un costo da circa 9 milioni lordi (5 netti). Tare pesa per circa 3 milioni lordi residui (frutto di un triennale da 800mila euro a stagione firmato 12 mesi fa), mentre Moncada verrà pagato solo fino al 30 giugno perché il rinnovo non è stato formalizzato. I costi potrebbero però ridursi in caso di accordi economici o nuove sistemazioni professionali (il Napoli segue con molta attenzione la situazione di Max). A oggi però, tra esoneri e i mancati emolumenti Uefa, le casse del Diavolo subiranno un ammanco di circa 90/92 milioni.