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Come la Cina sta annichilendo le automobili europee

L'industria manifatturiera è sotto un attacco senza precedenti

di Tommaso Marcoli
© Getty Images

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Quando negli anni '90 la Cina si aprì al mondo, sembrò iniziare un percorso di sviluppo economico inarrestabile che avrebbe portato benefici un po' per tutti. L'Italia - però - visse il suo primo "choc cinese": l'arrivo di un'ondata di prodotti a basso valore aggiunte da Oriente, colpì profondamente il settore tessile. Fiore all'occhiello della manifattura. Fu un colpo durissimo che portò al collasso un intero comparto produttivo. Oggi, a vivere questa stessa minaccia è l'automobile. Non soltanto in Italia.
A buon mercato
L'industria automobilistica europea si ritrova schiacciata tra il protezionismo USA e l'aggressività commerciale della Cina. Pechino finanzia massicciamente le proprie imprese (4,4% del PIL, pari a 800 miliardi di dollari), consentendogli di attuare un dumping economico difficile da contrastare. Tutto ciò mentre l'import dall'Asia continua a crescere (+91% in Italia dal 2019 al 2025), mentre - al contrario - il mercato cinese si chiude ai prodotti europei.
Valore aggiunto
In questi venti anni, la Cina ha imparato - anche grazie all'expertise europeo - a costruire manufatti ad alto valore aggiunto. Automobili in particolare. L'export di auto cinesi verso il mercato europeo ha superato, in termini di fatturato, quello che i costruttori europei riescono a incassare negli USA (anche per "colpa" dei dazi di Trump). BYD, SAIC, Geely hanno focalizzato le loro esportazioni sulle ibride: in un anno il mercato è cresciuto del 155%
Sotto scacco 
Altrettanto critico è il tema delle materie prime e della filiera produttiva a esse collegata. La Cina detiene un quasi monopolio della raffinazione delle terre rare e dei metalli critici, usandoli come arma di coercizione difficilmente contrastabile. Senza questi materiali, è impossibile produrre i magneti permanenti dei motori elettrici (indispensabili per le ibride) e le batterie. Anche la componentistica elettronica dipende da questa dinamica. L'intera industria auto europea è sotto scacco di Pechino.

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