
Juve, Comolli: "Al lavoro per il futuro con Spalletti e Yildiz fa parte del nostro progetto"
L'ad bianconero in esclusiva: "Niente Champions? La frustrazione dei tifosi è la stessa nostra"

Una Champions sfuggita quando sembrava a un passo, una stagione che si chiude senza soddisfazioni, e una rinascita che sarà ancora più complicata dopo aver lasciato per strada 70/80 milioni di euro proprio per la mancata qualificazione in Champions. L’amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, nell’incontro informale di fine stagione, analizza la situazione a 360 gradi, senza usare giri di parole.
“Fa male, molto male non aver centrato il quarto posto – esordisce Comolli – soprattutto per averlo avuto lì a portata di mano dopo la vittoria con il Lecce, che aveva parzialmente compensato il pari con il Verona, ma poi siamo caduti proprio all’ultimo con la sconfitta contro la Fiorentina. Mi prendo la piena responsabilità per questo fallimento, dobbiamo migliorare per tornare vincenti, per gli azionisti e soprattutto per i tifosi. La Juventus, per storia e tradizione, deve ambire a risultati migliori. È una frustrazione pensare che potevamo arrivare in Champions, c’eravamo vicini e poi non ci siamo riusciti. Ma se è andata così vuol dire che qualcosa è mancato, da parte di tutti, e certe mancanze vanno assolutamente colmate. È un fallimento, non lo nascondo, ma ora bisogna guardare avanti per trovare nuove idee”.
Quali saranno le prime cose da fare?
“Qualcosa abbiamo già iniziato a farlo sul fronte medico, sullo scouting, con il direttore sportivo Marco Ottolini che sta implementando il reparto. La nostra è una squadra unita in cui crediamo fortemente, ma adesso servono miglioramenti da vedere sul campo, dove invece siamo caduti. Quello fatto questo anno non è tutto da buttare, è la base per il futuro, ma non possiamo scappare dal fallimento. Non solo io, ma tutte le componenti. Spalletti ha detto che non ha dormito la notte. Ma anche io non dormo da giorni, quello che provo è un dolore fisico, come un colpo allo stomaco. Ci dispiace aver deluso azionisti e tifosi. Tutti provano le stesse sensazioni e io ho fiducia cieca in tutto lo staff, nelle persone e nelle idee. Non c’erano un piano A e un piano B prima del derby, e non ci sono adesso. C’è solo un piano per riportare al successo la Juventus che deve tornare competitiva ai livelli più alti. Non abbasseremo mai le nostre ambizioni”.
Come è il suo rapporto con Spalletti, si parla di tensioni tra voi...
“Sono sorpreso di queste informazioni false. Tra noi c’è un buon rapporto. Sia all’interno del team, ma anche quando siamo faccia a faccia solo noi due. Abbiamo già lavorato insieme nel mercato di gennaio. I giocatori che sono arrivati erano condivisi con Luciano. Ci ha già detto chi vuole per la prossima stagione, faremo di tutto per accontentarlo, è già pienamente coinvolto in questo progetto. Vi ricordo che ho scelto io Luciano al posto di Tudor. Ero convinto che fosse la persona giusta per riportare in alto la Juve e dopo 7 mesi ne sono ancora convinto al 100%. Per questo ho insistito che lui prolungasse il contratto”.
Ha mai pensato di essere licenziato, ha avuto rassicurazioni da John Elkann?
“Non ho mai avuto paura di essere licenziato. Ho parlato con John tante volte. Credo che il lavoro di un amministratore delegato si debba valutare su un ciclo di 5 anni. Dopo la sconfitta con la Fiorentina Elkann mi ha chiesto cosa sarebbe successo in caso di non qualificazione in Champions. Era frustato come tutti noi, ma gli ho detto che non avremmo abbassato le nostre ambizioni. Lui è allineato con i nostri progetti. Magari dovremo vendere qualche giocatore in più di quanto avremmo voluto, ma non ci indeboliremo. Se andrà via qualcuno, arriverà qualcun altro di pari livello o più forte”.
Ci saranno cessioni eccellenti? Yildiz per esempio...
"No. Yildiz resta. Kenan è il presente e il futuro della Juve, il vice capitano, è importantissimo per noi. Mi ha detto che la Juve è il suo amore, me lo ha detto dopo la sconfitta con la Fiorentina, ha voglia di lottare per questa maglia e riportare la Juve in alto".
Sul piano economico come sta la Juve?
"Non ci sarà bisogno di ricapitalizzazione. Dovremo rispettare i parametri Uefa, ma possiamo comunque operare con serenità.
Nella prossima stagione o al massimo in quella 2027/28 raggiungeremo il pareggio di bilancio".
Visti i mancati risultati, userà meno… l’algoritmo?
“Gli algoritmi funzionano, li usano società vincenti, ma non sono l’unico metodo di valutazione. E’ un metodo per filtrare e velocizzare le scelte, in modo anche più economico, risparmiando risorse. Ci aiutano anche a valutare un calciatore dal punto di vista caratteriale. Perché per giocare alla Juve bisogna essere capaci di reggere le pressioni. Anche Spalletti è interessato a questo aspetto, perché personalità e carattere dei giocatori sono importantissimi”.
In conclusione, quando la Juve tornerà a vincere? Il prossimo anno potrà puntare all’Europa League e allo Scudetto o i tifosi dovranno aspettare ancora?
“Il nostro obiettivo è di costruire una Juve di nuovo vincente. Certo non si dovranno aspettare 3 o 5 anni, ma non posso dare garanzie per la prossima stagione. Ci sono troppe variabili. L’Europa League sarà un obiettivo importante, l’ultima volta siamo arrivati in semifinale, vogliamo fare meglio. Per lo scudetto è più complicato. La prossima sarà una stagione competitiva, saremo ambiziosi, ma parlare di scudetto è pericoloso”.