
Giro d’Italia 2026, Valgren vince la 17ª tappa ad Andalo. Caruso in top 10
Per il 34enne della EF Education è il primo successo in un Grande Giro. Il siciliano ora è nono in classifica generale. Vingegaard saldo in rosa

Di fianco al nome del vincitore della 17ª tappa del Giro d'Italia c'è ancora una volta la bandiera danese. Il primo al traguardo di Andalo (partenza 202 chilometri prima da Cassano d'Adda) non è però Jonas Vingegaard, ma Michael Valgren. Il 34enne della Ef Education entra nella fuga di giornata, è attento a consumare il minimo indispensabile e a 1100 metri dall'arrivo piazza la stoccata decisiva che gli consente di festeggiare la sua prima vittoria in un Grande Giro. Secondo a 3" il norvegese Andreas Leknessund, terzo a 6" un monumentale Damiano Caruso. Il gruppo arriva a 5'15", in una giornata di relativa tranquillità che però vede entrare nella top 10 della classifica generale proprio Caruso (nono a 8'34").
La cronaca -
La tappa si anima sin dai primi metri, con continui scatti e contro scatti per provare a centrare la fuga giusta. La situazione si stabilizza poco prima della fine del Gpm di Cocca Lodrino, dove si congiungono due gruppi di fuggitivi per un totale di 28 atleti. Nemmeno il tempo di unirsi, che a 1000 metri dallo scollinamento allunga Rémi Cavagna, forse temendo di "saltare" a causa di un aumento del ritmo. Il classe '95 passa in testa al Gpm e poi continua la propria azione, arrivando anche a 2'33" di vantaggio.
Tuttavia, nel lungo tratto di falsopiano i 27 alle sue spalle trovano un accordo e recuperano secondo dopo secondo, raggiungendolo poco prima del traguardo volante di Roncone vinto da Jhonatan Narvaez (-58 dall'arrivo). Nei 50 chilometri finali non c'è un metro di pianura e i continui saliscendi invogliano molti ad attaccare. I primi a provarci sono Valgren, Lopez, Garofoli e Caruso, a cui si uniscono in un secondo momento Leknessund, Vlasov, Arrieta, Rubio, Van Dijke e de la Cruz. Ancora una volta niente da fare per un commovente Ciccone, alla disperata ricerca di un successo di tappa. L'abruzzese fa parte dei 28 ma non riesce a cogliere l'attimo per inserirsi anche nel gruppetto che si va a giocare il successo. Sulla salita di Andalo-Lever (8,3km al 3,2%), il primo a prendere l'iniziativa è Caruso. Il siciliano non aspetta nemmeno un metro, si alza sui pedali e con due scatti mette in fila tutti gli altri. Il più pimpante è il colombiano della Movistar Rubio, che al terzo tentativo (-17 dall'arrivo) riesce a prendere il largo insieme a Valgren e Arrieta. Quest'ultimo però resiste poco sulle ruote del danese e del colombiano e viene raggiunto dal terzetto formato da Caruso, Vlasov e Leknessund. I quattro riescono a rientrare solo a 1500 metri dall'arrivo, ma poco prima del triangolo rosso dell'ultimo chilometro Valgren piazza la stoccata vincente.
La tappa di domani -
La diciottesima frazione, 171 chilometri da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, sarà mossa dall’inizio alla fine. Dopo la partenza dal Trentino, la corsa scende verso la valle dell’Adige e affronta la salita di Civezzano, primo punto utile per eventuali attacchi e per la formazione della fuga. Segue un lungo tratto vallonato ma prevalentemente in discesa verso Primolano, dove i corridori affrontano le Scale di Primolano, breve salita che introduce nella valle del Piave. Qui il gruppo potrebbe aumentare il ritmo per preparare il finale oppure lasciare definitivamente spazio alla fuga.
La parte decisiva arriva dopo Valdobbiadene, con la sequenza di strappi di Combai, Tarzo e soprattutto Ca’ del Poggio, muro iconico (1100 metri al 12,3% medio) affrontato a 9 km dal traguardo. Le pendenze esplosive possono favorire attacchi secchi o spezzare i treni dei velocisti resistenti. Gli ultimi chilometri sono leggermente in discesa, con due curve nell’ultimo chilometro e un rettilineo finale di 300 metri in leggera ascesa.
© Da video
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