Oltre un secolo di storia con una bacheca completamente vuota, poi, come d’incanto, tre Coppe sollevate nel giro di un anno: la FA Cup 2024-25, la successiva Community Shields e adesso la Conference League. Una vera anomalia per un club fondato nel 1905 (quindi ha 121 anni di storia) e che ha in panchina un allenatore, Oliver Glasner, già sicuro dell’addio dallo scorso gennaio, per sua decisione. Però il calcio oggi è così: la 15^ classificata della Premier League può giocarsela tranquillamente con quasi tutte le avversarie degli altri campionati, anche di ottimo livello.
Un ulteriore segnale del dominio che il calcio inglese sta ormai esercitando in Europa. Per il momento siamo due su due, Europa League all’Aston Villa e Conference League al Crystal Palace, senza subire reti. Manca la finale del trofeo più importante, ma è l’unico caso in cui la squadra inglese, l’Arsenal, parte sfavorita rispetto all’avversaria, cioè il Paris Saint Germain. Ma una finale, si sa, non tiene conto dei valori assoluti. È il classico esempio di tutto e subito. Intanto, con la conquista della Conference League, il calcio inglese per la seconda volta consecutiva porta 9 squadre nella prossima edizione delle Coppe. Anche questo è un record.
Per chi non lo sapesse, il Crystal Palace prende il nome da un imponente palazzo di cristallo che venne costruito all’interno del centralissimo Hyde Park nel 1851 su progetto dell’architetto Joseph Paxton, poi completamente smontato e ricostruito nella campagna di Sydenham Hill, nel sud agricolo di Londra. Intorno al palazzo cominciò a sorgere una comunità, poi un quartiere che con il tempo sarebbe stato annesso alla città metropolitana di Londra. Poi venne costruito uno stadio all’interno del Crystal Palace Park e gli operai addetti alla manutenzione e alla pulizia del palazzo di cristallo fondarono una squadra di calcio, inizialmente senza nome. Il 10 settembre 1905 venne fondato un vero e proprio club, inizialmente chiamato The Glaziers, poi ribattezzato Crystal Palace. Inizialmente i colori erano azzurro e amaranto, perché il primo allenatore Edmund Goodman aveva lavorato per l’Aston Villa che ha proprio quella maglia. In epoca più recente, si è passati al rosso e blu.
Il primo allenatore straniero del Palace è stato una vecchia e dimenticabile conoscenza del calcio italiano, Frank de Boer, passato brevemente nell’Inter della famiglia Zhang. Nel 2017, l’olandese restò al comando della squadra per 77 giorni con risultati disastrosi, poi venne sostituito da un altro nostro vecchio amico, Roy Hodgson, nato proprio a Croydon, non lontano dallo stadio del Palace.
Oggi l'azionista di maggioranza del Crystal Palace è un imprenditore statunitense che si chiama Woody Johnson, proprietario anche dei New York Jets nella NFL (football americano). Johnson ha acquisito il pacchetto azionario di maggioranza (circa il 43%) precedentemente detenuto dal magnate John Textor. Ma resta comproprietario e primo tifoso Steve Parish, 60 anni, che si assume la responsabilità d tutte le scelte tecniche e che in questi ultimi 13 mesi si è goduto più di tutti i trionfi del Palace.