
Giro d'Italia, Paul Magnier vince la 18ª tappa a Pieve di Soligo
Secondo Zambanini, terzo Milan e quarto Busatto. Il francese riconquista e ipoteca la maglia ciclamino. Domani tappone dolomitico

Un, deux, trois. Paul Magnier (Groupama) cala il tris al Giro d'Italia, vincendo in volata la 18ª tappa, 171 chilometri da Fai della Paganella a Pieve di Soligo. Il 22enne francese resiste sul Muro di Ca' del Poggio e arriva a giocarsi il successo in terra trevigiana insieme agli altri velocisti. Lanciato alla perfezione da Jasper Stuyven lascia le briciole alle altre ruote veloci del gruppo. Beffata ancora una volta l'Italia, con il secondo posto per Edoardo Zambanini (Bahrein Victorius), il terzo per Jonathan Milan (Lidl Trek) e il quarto per Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech). L'ultima occasione per i velocisti azzurri sarà la tappa conclusiva a Roma, in programma domenica 31.
Nessun cambiamento in classifica generale, ma domani con il tappone dolomitico da Feltre ai Piani di Pezzè (151 chilometri e 5000 metri di dislivello), potrebbero cambiare molte cose.
La cronaca -
I primi ad avere il via libero per evadere dal gruppo sono i due della Polti Andrea Mifsud, primo maltese a partecipare al Giro che oggi compie 27 anni, e Mattia Bais. A loro, scattati a 132 chilometri dall'arrivo, si aggiungono poi James Shaw (EF Education) e Jonas Geens (Alpecin - Premier Tech). La tappa scorre poi via senza particolari emozioni fino a una cinquantina di chilometri dall'arrivo. In corrispondenza di una zona per il rifornimento, il portoghese Afonso Eulalio cade mentre un massaggiatore gli stava passando una borsa. Per l'ex maglia rosa, che ora veste quella bianca riservata al miglior giovane, nessuna conseguenza dal punto di vista fisico. Nessun problema nemmeno per la decina di corridori che trascina con sé sull'asfalto bellunese. Il gruppo continua a tenere sotto tiro i fuggitivi, a cui non lascia mai più di due minuti di vantaggio.
Tre dei quattro avventurieri vengono inghiottiti dal plotone ai -22, con il solo Geens che rilancia la propria azione. L'attesa, però, è tutta per l'iconico Muro di Ca' del Poggio, 1100 metri all'12,3% con scollinamento a 9 chilometri dall'arrivo. L'avvicinamento è velocissimo, tutti vogliono affrontarlo nelle prime posizioni. Sul Muro il primo a muoversi è Eulalio, che trova la forza per alzarsi sui pedali nel tratto più duro (19%) e guadagnare una cinquantina di metri sul gruppo. Alle sue spalle si muovono i gialloneri della Visma: Davide Piganzoli pilota in maniera superlativa Jonas Vingegaard, che accelera e rientra sul portoghese in vista del Gran premio della montagna. Dopo lo scollinamento rimane al comando un gruppetto con 16 corridori, da cui prova a evadere il norvegese Johannes Kulset (Uno X), marcato strettissimo da uno scatenato Eulalio. I due vengono ripresi a 1400 metri dall'arrivo da un gruppo tirato dalle squadre dei velocisti, tutti rientrati dopo la discesa da Ca' del Poggio. Nello sprint finale non c'è storia, con Magnier che domina nettamente e centra il suo terzo successo in questo Giro. "Questo non me l'aspettavo", afferma candidamente al traguardo, "e forse per questo è ancora più bello".
La tappa di domani -
La 19ª tappa è la frazione regina dell'edizione 109 del Giro d'Italia, un tappone attraverso le Dolomiti bellunesi vietato a chi soffre di vertigini: nei 151 chilometri da Feltre ai Piani di Pezzè ci saranno 5000 metri di dislivello.
Dopo la partenza da Feltre, dal km 32 la corsa affronterà solo salite e discese senza tregua. Si inizia con il Passo Duran, Gran premio della montagna di prima categoria. È la salita più lunga della giornata, nonché una delle più dure del Giro 2026: oltre 12 km e pendenze tra l'8% e il 14%, terreno ideale per un attacco o per un forcing delle squadre degli uomini di classifica. Dopo una discesa tecnica, arriveranno Coi (5,8km al 9,3% con punte al 19%) e Forcella Staulanza (6,3km al 6,7%, con punte al 10%). La discesa porterà il gruppo a Selva di Cadore, dove inizia la Cima Coppi del Giro, il Passo Giau, che con i suoi 2226 metri la vetta più alta di quest'edizione (9,8km al 9,3%). Altra discesa tecnica fino a Pocol e poi di nuovo sui pedali, per altri 10 km del Passo Falzarego (pendenza media del 5,4%). Da Alleghe inizierà l'ultima salita, che finirà con l'arrivo ai Piani di Pezzè (5km al 9,6%): lì si vedrà cosa resta nelle gambe dopo una giornata durissima. Favorito numero uno Jonas Vingegaard, che potrebbe ipotecare la maglia rosa.
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video
© Da video