
Perso Allegri, ora per l’Italia è corsa a due: Conte e Mancini, ex pronti a tornare in azzurro
Uno ha fatto un figurone Euro 2016, l'altro ha vinto il trofeo continentale nel 2021: entrambi vogliono un Mondiale

De Laurentiis ha fatto di testa sua, come spesso capita al Florentino Perez di Castel Volturno, e ha portato a Napoli Max Allegri. Quindi, per la panchina della Nazionale, fuori uno. Escludendo Ranieri, che, per quanto ora libero da impegni, non sembra nei radar di chi dovrà scegliere, e uscendo dalle teorie terrapiattiste che vorrebbero Guardiola come nuovo ct, è una corsa a due tra Antonio Conte e Roberto Mancini. Il primo è disoccupato dopo la risoluzione con il Napoli, il secondo è in Qatar, dove ha vinto il campionato con l'Al Sadd, ma non sembra avere una voglia matta di restare in Medio Oriente, come riporta la Gazzetta dello Sport di oggi.
Conte costerebbe di più. C'è però il precedente del 2014, quando un gruppo di sponsor diede una mano alla Figc per pagargli un contratto comunque inferiore a quello che percepisce alla guida di un club. Che ambisca a tornare a guidare l'Italia non è un mistero per nessuno. Le lacrime dopo l'addio del 2016 e l'autocandidatura in conferenza stampa dopo la sconfitta ai rigori in Bosnia, che ha rappresentato l'estremo saluto al Mondiale e a Gattuso, dimostrano come al ritorno in Nazionale Conte ci pensi. Eccome. In effetti chiunque (o quasi) capirebbe che l'ex allenatore del Napoli è l'uomo giusto. E' capace, con metodi che magari non piacciono a tutti ma sono efficaci, di compattare un gruppo secondo la logica del "noi contro tutti", e di dare poche ma precise giocate codificate a seconda degli avversari che hanno l'enorme pregio di colmare il clamoroso gap di chi non può lavorare tutti i giorni sul campo, come capita a un ct.
Al momento sembra il favorito. Mancini ha lo svantaggio di quell'addio che ha lasciato tutti allibiti nel 2023, quando ha preferito i petroldollari della Nazionale dell'Arabia Saudita all'idea di difendere il titolo a Euro '24, finito poi tragicamente per l'Italia di Spalletti, e di riprovare quella che dal 2017 sembra un'impresa degna dell'allunaggio del 1969: portare l'Italia a un Mondiale. Si è detto pentito e non ha nemmeno bisogno di andare a Canossa per chiedere il perdono del futuro presidente federale, che sarà molto probabilmente Malagò. L'ex capo del Coni fa parte di quel mondo romano da circolo esclusivo in cui Mancini è entrato, per il lignaggio che lo contraddistingue, da quando ha messo piede nella Capitale. Probabile che le sue preferenze vadano nella direzione di chi ha contribuito al titolo europeo del 2021. La logica però vira dalla parte di Antonio. Per sapere chi la spunterà basta comunque attendere poco meno di un mese.