Una carriera iniziata 22 anni fa e che lo visto vestire la maglia di 23 club in 9 nazioni diverse per un totale di 28 trasferimenti. Sebastian Abreu, attaccante uruguayano di 40 anni, è un autentico nomade del mondo del pallone. El Loco è stato grande protagonista con la Celeste, cui ha collezionato 70 presenze condite da 26 gol. L'ultimo club per il quale ha firmato è il Bangu, squadra minore di Rio de Janeiro.
Il suo soprannome è EL Loco (il pazzo, ndr) e in ogni squadra in cui ha giocato è diventato un idolo dei tifosi. Non solo per la lunga chioma che lo ha sempre contraddistinto, ma anche per le sue giocate, di gran lunga inferiori alle leggenda che lo accompagna.
Personaggio fuori dalle righe (al Botafogo scendeva in campo con una scarpino nero e l'altro bianco, testimonial spontaneo contro il razzismo), il suo pezzo forte era il cucchiaio su rigore, la cavadinha scoperta ai tempi del Deportivo La Coruna grazie a Djalminha, trequartista brasiliano che i tifosi del Milan ricordano molto bene. Il momento più alto dell'altalenante carriera è senza dubbio il Mondiale 2010, quando El Loco fece il cucchiaio al Ghana nel rigore decisivo che è valso la semifinale all'Uruguay ai Mondiali 2010. La ciliegina sulla torta di una carriera che sembra non avere mai fine...