Niente da fare per Riccardo Calafiori, che si è scaldato a lungo nella ripresa, ma ha dovuto assistere dalla panchina alla sconfitta del suo Arsenal in finale di Champions League. C'è però comunque un pezzo di Italia che festeggia stasera il titolo di campione d'Europa e stiamo parlando di Renato Marin, giovanissimo portiere del Psg e dell'Italia Under 19 nato a San Paolo ma cresciuto calcisticamente nella Roma, che era nella distinta ufficiale della partita più importante dell'anno ed è stato protagonista di una crescita fulminea che lo ha portato, in meno di un anno, dalla Primavera dei giallorossi a sollevare il trofeo più importante del mondo a livello di club.
Dai primi passi in Brasile allo scudetto con la Roma -
Renato Marin nasce a San Paolo nel 2006. Curiosamente, da bambino non indossa i guanti: muove i primi passi nelle giovanili del Palmeiras giocando come difensore. La svolta arriva poco dopo con il passaggio al San Paolo, dove si sposta tra i pali e vince il titolo statale Under 13. A soli 14 anni, la Roma nota quel ragazzo longilineo e reattivo e decide di portarlo in Italia. A Trigoria compie tutta la trafila delle giovanili, diventando uno dei pilastri della squadra. Nella stagione 2023/24 si prende la scena vincendo lo Scudetto Under 17 da protagonista assoluto, collezionando ben 10 clean sheet in 15 presenze.
Le sue prestazioni non passano inosservate: la Figc prova a blindarlo convocandolo nella Nazionale Under 19 (ma il doppio passaporto lascia aperta la porta a una futura chiamata della Seleção, ndr), con cui si laurea vicecampione d'Europa di categoria. Nonostante le chiamate in prima squadra con i giallorossi in Serie A, il debutto tra i professionisti non arriva e a inizio 2025 il ragazzo decide di non rinnovare il contratto con il club capitolino.
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La chiamata del Psg e la benedizione di Luis Enrique -
Nell'estate del 2025, il direttore sportivo del Psg Luis Campos – che lo seguiva già da cinque anni – fiuta l'affare a parametro zero e gli fa firmare un quinquennale fino al 2030. A Parigi Marin arriva come terzo portiere dietro a Lucas Chevalier e Matvey Safonov, ma la stima della società nei suoi confronti è totale e soprattutto lo è quella di Luis Enrique, che viene colpito dalla sua straordinaria abilità nel gioco con i piedi, un requisito fondamentale per il calcio moderno e per l'impostazione dal basso del tecnico astoriano.
In questa stagione, complice qualche infortunio nel reparto, Marin ha trovato i suoi primi spazi importanti: ha debuttato a dicembre in Coupe de France e ha collezionato due presenze da titolare in Ligue 1, mantenendo la porta inviolata nell'1-0 contro il Brest. Stasera, pur vivendo la finale dalla panchina, Renato Marin ha aggiunto al suo palmarès (che contava già Ligue 1, Supercoppa Europea e Mondiale per Club) la Champions League. A soli 19 anni...