MARCO BEZZECCHI: VOTO 9
Solo Kimi Antonelli - e solo a tratti - gli ha rubato la scena al Mugello. Marco non riceve un dieci solo per l'incertezza al via della Sprint Race del sabato che - anche per via della sua brevità - lo costringe poi ad accontentarsi della quarta piazza ai piedi del podio. Rimedia subito nella gara-clou del fine settimana, con una staccatona che toglie di mezzo (non per colpa sua, s'intende!) un possibile cliente scomodo per la vittoria come Raul Fernandez con la RS-GP Trackhouse. Poi mette rapidamente le cose in chiaro con Jorge Martin e gioca d'astuzia (ancora) con Francesco Bagnaia, infilandolo senza troppi rischi solo quando Pecco deve iniziare a tirare i remi in barca. Gli ultimi giri sono "solo" un conto alla rovescia verso la gloria. Il Mondiale è un sogno ad occhi aperti.
JORGE MARTIN: VOTO 7
Ormai quasi a freddo nel dopogara lo spagnolo butta lì di aver avuto ad inizio gara la chance di cambiare la storia del GP. Gli crediamo sulla fiducia ma domenica 31 maggio al Mugello Bezzecchi era semplicemente predestinato alla vittoria. Jorge merita un bel voto per aver messo a segno due secondi posti in ventiquattr'ore, tenendosi così sostanzialmente a tiro del compagno di squadra nella corsa al titolo. Il parziale del weekend sfiora infatti il pareggio: 31 punti a 29 per Bezzecchi. Al campione del mondo 2024 manca ancora il colpo del ko, indispensabile quest'anno per mettere in difficoltà il vicino di box.
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FRANCESCO BAGNAIA: VOTO 7
Molti nei suoi panni avrebbero già in qualche modo alzato bandiera bianca. Non Pecco, che al Mugello scova motivazioni aggiuntive per dare battaglia. Dopo un sabato così così, il suo Gran Premio è decisamente tutto in territorio positivo: per come ha preso il comando della gara, per come lo ha mantenuto nonostante la pressione di Bezzecchi, per come ha scelto di non strafare una volta incassato il sorpasso di Marco (e a stretto giro di... pista quello di Martin). Infine per come ha saputo spuntarla allo sprint finale su Ogura, dopo essere stato superato dal giapponese a poche centinaia di metri dalla bandiera a scacchi.
FABIO DI GIANNANTONIO: VOTO 6,5
Il suo fine settimana era partito benissimo nella giornata di venerdì ed era proseguito bene con il terzo posto nella Sprint Race. Peccato per la difficile partenza del GP che lo ha obbligato ad inseguire, trovandosi così con il fiato un po' corto nel finale di gara. Il terzo posto iridato nella classifica generale esce comunque rafforzato dal weekend tra le colline toscane. Serve però un po' di "birra" in più già dal prossimo appuntamento in Ungheria.
PEDRO ACOSTA: VOTO 6,5
Maluccio al sabato, molto meglio alla domenica. In sella ad una KTM in forte debito di cavalleria rispetto a Ducati e Aprilia, lo spagnolo vince il premio combattività, dando vita ad un duello a tratti piuttosto duro - dal quale esce vincitore - con il suo prossimo compagno di squadra Marquez. L'obiettivo è ingaggiare Di Giannantonio per la terza casella della classifica generale: la grinta c'è, la moto ancora no, ma tra qualche mese si cambia.
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AI OGURA: VOTO 7
Lontano dal compagno di squadra Raul Fernandez nella Sprint, il giapponese fa meglio di lui nel GP: con una gara tutta sostanza e un finale in progressione che sta diventando il suo marchio di fabbrica. I margini di crescita di Ai restano ancora piuttosto misteriosi, il Mugello intanto lo promuove a pieni voti... o quasi.
RAUL FERNANDEZ: VOTO 7
Vince a mani basse la Sprint Race del sabato grazie ad un'azzeccata scelta di gomme, getta al vento domenica la possibilità di puntare come minimo al podio, facendosi trarre in inganno dalla staccata lunga di Bezzecchi al via. Rimonta poi fino all'ottava posizione ma è un piazzamento che - per quanto non del tutto disprezzabile - non aggiunge acqua al suo mulino in una fase delicata della carriera di Raul, al momento verosimilmente senza un contratto per il 2027 e soprattutto senza valide alternative per restare nella premier class.
MARC MARQUEZ: VOTO 5,5
Il Cannibale paga alla distanza una condizione fisica giustificatamente lontana dall'ideale. L'insufficienza riguarda il risultato finale del weekend in termini di classifiche e di punti iridati. D'altra parte, Marc merita ammirazione per aver scelto di tornare nella mischia su una delle piste tecnicamente e fisicamente più impegnative dell'intero calendario. Avrebbe avuto tutte le ragioni di rimandare tutto al circuito-salotto del Balaton Park e invece...
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DIOGO MOREIRA: VOTO 7,5
Mette in pista su una delle piste più difficili del Mondiale (tanto per ribadire il concetto) il weekend fin qui più brillante della sua ancor breve carriera nella MotoGP. Prima di crollare alla distanza (breve) della Sprint, il rookie brasiliano se la gioca alla pari con Marc Marquez per la quinta piazza, togliendosi la soddisfazione di un sorpasso sul Cannibale letteralmente... da incorniciare (vedi qui sopra). Decimo al traguardo al sabato dopo aver dato tutto senza pensarci troppo su, di nuovo decimo alla domenica con una prova molto più accorta e - se così si può dire, vista la materia - piuttosto giudiziosa. Il voto alto da noi assegnato al campione in carica delle Moto2 si riferisce anche a questa prova di versatilità nello spazio di poche ore, non comune in un pilota ancora a corto di esperienza.
HONDA E YAMAHA: VOTO 4
Difficile dire quale sia combinata peggio tra le due Case giapponesi, al Mugello lontane... giri-luce da Aprilia e Ducati, ma inferiori anche a KTM. La migliore delle Yamaha è quella Pramac di Jack Miller, solo quindicesimo al traguardo. La migliore delle Honda è quella del già citato (e per altre ragioni elogiato) Diogo Moreira, decimo. Poco altro da aggiungere, se non che la prova del rookie brasiliano meritava appunto di essere stornata dal disastroso bilancio nipponico, dal quale sulla pista amica non si è salvato nemmeno Luca Marini (Honda HRC), anonimamente tredicesimo davanti alla bandiera a scacchi.