IL COMMENTO

Bello di domenica non basta: Bezzecchi deve alzare il suo gioco al sabato

Il leader del Mondiale segna il passo nella Sprint Race, terreno di caccia del suo compagno di colori Martin

di Stefano Gatti
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Quattro vittorie per Marco Bezzecchi, solo una per Jorge Martin. Il bilancio Aprilia del primo terzo di stagione che si è chiuso al Mugello (GP sette di ventidue) pende nettamente a favore dell'italiano, la classifica generale un po' meno, visto che il ritardo di Jorge è di "soli" diciassette punti, una forbice recuperabile anche nell'arco di un solo fine settimana. Il fatto è che lo spagnolo si tiene pienamente in corsa grazie al suo miglior rendimento nella Sprint Race del sabato: due vittorie a zero e un totale di 45 punti a 20. La sfida insomma resta apertissima. Per volgerla più decisamente a suo favore e poi eventualmente blindarla, Marco deve alzare il livello del suo gioco al sabato, che poi più globalmente significa entrare in partita un po' prima ad inizio weekend. Un limite ampiamente rimediabile, quello attuale di Bezzecchi.

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Più difficile per Martin contrastare il suo compagno di squadra nel Gran Premio domenicale. L'incertezza riguarda lo sviluppo di una stagione che vede lo spagnolo in graduale crescita ma anche sempre più vicino al passo d'addio con Aprilia. Questo non significa in alcun modo una preferenza del management della Casa veneta per Bezzecchi, piuttosto un distacco "naturale" e graduale che riguarda entrambe le parti. La sfida tra i due men in black se non altro è destinata ad avere i contorni della perfezione, visto che la concorrenza - lo si è visto nel weekend del Mugello - non sembra in grado di intervenire se non episodicamente.

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Nel Gran Premio d'Italia Bez ha sostanzialmente giocato con Bagnaia al gatto con il topo, mentre l'unico candidato a rompere l'egemonia Aprilia - stiamo ovviamente parlando di Marc Marquez - inizia ad accusare la "fatica" di una lunga, ricchissima ma anche molto "accidentata" carriera. Al di là del senso di appartenenza al campo Ducati o Aprilia, dal nostro punto di vista (nel senso di italiani) c'è comunque da fregarsi le mani.