VERSO MONTECARLO

Leclerc lancia la Ferrari: "A Montecarlo tutto può succedere e il Mondiale non è ancora deciso"

Il pilota monegasco si confessa a tutto campo alla "Gazzetta" nell'imminenza del suo Gran Premio di casa

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Per Charles Leclerc il Gran Premio di Monaco rappresenta un appuntamento imperdibile e - nello specifico della sua 83esima edizione - dell'occasione più favorevole in tempi recenti di interrompere un digiuno di vittorie che per la Ferrari dura da un anno e sette mesi abbondanti, vale a dire dal successo di Carlos Sainz nel Gran Premio del Messico del 2024. Di poco precedente al successo dello spagnolo è l'ultimo passaggio di Leclerc sul podio alto, nel Gran Premio d'Italia dello stesso anno. Quello di Monza era stato il secondo successo stagionale di Charles che - pochi mesi prima - aveva messo a segno la sua prima e ovviamente fin qui unica affermazione a Montecarlo. In un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport - della quale riportiamo i passaggi più significativi - Leclerc riflette sulle sue chances (e quelle della Ferrari) di puntare nuovamente alla vittoria nel Principato, sull'attuale grado di competitività della Rossa, sul rapporto con il suo compagno di squadra Lewis Hamilton e sull'importanzea della presenza al suo fianco della moglie Alexandra.

"Una stagione come quella che stiamo vivendo permette ai team di avere una curva di sviluppo molto ripida e lo scorso anno ci ha insegnato quanto le gerarchie possano cambiare velocemente. Questa stagione può ancora andare in tutte le direzioni e il Mondiale è ancora aperto. Dobbiamo continuare a lavorare nel modo giusto. Non penso di aver mai visto la squadra così al limite. C’è una mentalità aggressiva che mi piace molto. L’altro aspetto diverso che percepisco è quello della calma: vogliamo i risultati però allo stesso tempo c’è lucidità nel gestire il tutto, non è sempre stato così nel passato. Speriamo di tornare presto a vincere. Monaco è sempre una pista un po’ speciale, dove tutto può succedere. La stagione comunque è ancora lunga".

"Non so proprio cosa Hamilton possa avere imparato da me. Io da lui tantissimo. Ha un metodo di lavoro molto preciso, che sotto certi punti di vista mi ha aperto la mente. Ho avuto una grande fortuna nella mia carriera: dei compagni di squadra di enorme talento e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa che mi ha permesso di crescere".       

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"Il giorno del mio matrimonio con Alexandra è stato indimenticabile. Abbiamo fatto una piccola cerimonia a Montecarlo, poi faremo una festa più grande più avanti. Non pensavo sarei stato così emozionato: quello sì che è un contratto importante, come lo è avere Alexandra in pista. Avere dei punti di riferimento in questa vita così frenetica è fondamentale per restare sé stessi e avere anche un occhio sul mondo esterno. C’è lei e poi ci sono anche tutti i miei amici e familiari: mia mamma e i miei fratelli. Un figlio che vuole fare il pilota?  No, meglio di no! Non sarò io a decidere ma dovessi scegliere vorrei che facesse altro. Già seguire le gare di mio fratello minore, Arthur, è una sofferenza. Non oso immaginare un figlio...".