TENNIS

Roland Garros 2026, Arnaldi: "Mi spiace per Berrettini. Io stanco? Gioco a tennis per queste partite"

Il tennista ligure è in semifinale dopo il ritiro del connazionale: "Non avrei mai voluto vincere in questo modo"

"Berrettini? È dura. Abbiamo giocato tanto, ed è normale non essere il meglio, ma non avrei mai voluto vincere in questo modo. Tutti in Italia stiamo facendo un grande lavoro e non posso che augurargli di tornare presto e giocare bene su erba. Ha fatto un torneo incredibile, mi spiace per lui, spero recuperi". Queste le prime parole di Matteo Arnaldi dopo il passaggio in semifinale al Roland Garros, concretizzatosi dopo il ritiro di Matteo Berrettini sul punteggio di 7-5 5-2. "A inizio partita era un po' teso, poi ho un piccolo problema con le luci e non vedevo molto bene all'inizio - ha aggiunto in conferenza stampa -. Non ero preparato perché era la prima volta che giocavo sullo Chatrier con il tetto chiuso. Più è andato avanti il match e più mi sono sentito meglio, sono stato bravo a stare attaccato al set".

"Sono stanco, ma mi alleno e gioco a tennis per giocare tornei e incontri del genere - ha aggiunto -. Oggi ero un po' più stanco del solito. Mi sto godendo il mio tennis. Ero infortunato fino a poco tempo fa, quindi sono solo felice di essere qui e dare tutto quello che ho. Com'è essere in semifinale? Non posso crederci. Amo giocare di fronte a questo pubblico". Poi in conferenza stampa ha aggiunto: "Sono arrivato qui con l'idea di giocare tanti match e di sentirmi bene in campo, come mi ero già sentito a Cagliari e Roma. Prima avevo molti punti di domanda in campo, poi piano piano mi sentivo sempre meglio e ho giocato e vinto con avversari molto forti. Sicuramente c'è un po' di stanchezza, ma sto ritrovando fiducia".

Arnaldi affronterà ora Flavio Cobolli in una semifinale tutta italiana: "Abbiamo passato tanto tempo insieme e ci alleniamo spesso insieme - ha detto -. Sarà divertente, ci siamo affrontati qui l'anno scorso e ha vinto lui in quattro set. Spero di giocare una buona partita".