Sono settimane complicate per Igli Tare, fresco d'addio al Milan dopo appena un anno. Il 52enne infatti, è finito sotto inchiesta in patria con l'accusa di presunto riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge l’ex vicepremier dell'Albania Belinda Balluku, quest'ultima accusata di violazioni in gare d’appalto. Sull'accaduto sta indagando la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak) che avrebbe iscritto l'ex Lazio nel registro degli indagati anche per corruzione.
Tare è stato sottoposto a un interrogatorio che è durato sei ore: l'indagine è ancora in corso e a legare l'ex dirigente del Milan e la Balluku sarebbe una villa sulla costa ionica albanese. Villa che sarebbe stata offerta all'ex vice premier, come tangente per un appalto concesso a un'impresa edile quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo Albcontrol. Per far perdere tracce dell'operazione la struttura sarebbe stata intestata a Igli Tare, con quest'ultimo che avrebbe stilato "un fittizio contratto d'affitto con l'ex capogabinetto di Balluku". Secondo gli inquirenti quindi la villa di Tare sarebbe riconducibile a tutti gli effetti a Balluku che ne avrebbe usufruito nel corso degli anni. Ricordiamo che si tratte solo di presunte accuse, tutte da dimostrare nelle successive fasi del procedimento.