
Roland Garros storico: semifinale tutta azzurra tra Cobolli e Arnaldi sul Philippe Chatrier
Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si sfidano a Parigi per un posto in finale. Un derby italiano storico che riscrive la geografia del tennis

La sera parigina - si parte alle ore 19 - sul campo Philippe Chatrier si tinge d'azzurro per un appuntamento destinato a rimanere nella storia dello sport italiano: la semifinale del Roland Garros 2026 sarà un derby tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Comunque vada a finire, l'Italia avrà un tennista in finale. Negli ultimi vent'anni, Parigi ha visto solo un altro derby in semifinale, quello interamente spagnolo tra Rafael Nadal e David Ferrer nel 2012.
Cobolli e Arnaldi incarnano due modi opposti ma ugualmente vincenti di interpretare il tennis, forgiati da una rivalità che dura da quando i due avevano undici anni. Il primo, romano, dal carattere sanguigno e combattivo, è un giocatore che si esalta sotto pressione. Ha raggiunto questo traguardo dopo una vittoria in quattro set contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Tra i suoi riti scaramantici spicca l'obbligo di usare sempre la stessa doccia e lo stesso tavolo al ristorante. Il secondo, sanremese, è un maratoneta instancabile dalla tenuta mentale ferrea. Il suo cammino a Parigi sin qui racconta oltre 17 ore di gioco, caratterizzate da battaglie al quinto set prima di sfruttare il doloroso ritiro del connazionale Matteo Berrettini nei quarti di finale.
I precedenti nel circuito professionistico sono cinque, con l'ultimo incrocio avvenuto proprio sulla terra di Parigi nella scorsa edizione, quando a spuntarla fu il romano in quattro set. Tatticamente la sfida è chiara: Arnaldi cercherà di allungare gli scambi per tessere una ragnatela fisica e psicologica, mentre Cobolli proverà a spingere fin dalle prime battute per comandare il gioco.
L'attesa dei due azzurri è vissuta con emozioni diverse ma con la stessa grandissima determinazione. Cobolli, che alla vigilia parte con i favori del pronostico, sta vivendo il momento più alto della sua carriera: "La mia prima semifinale in uno Slam è un sogno che si realizza. Penso di non essermi mai messo pressione da solo. Mi piace vivere il momento come quando ero bambino, con grande passione e con un grande sorriso. Ed è quello che farò anche nella prossima partita". La posta in palio per il romano è altissima anche in ottica ranking: questa semifinale gli garantisce l'ingresso nella top 10 mondiale (diventando il settimo italiano a riuscirci nella storia), a patto che Jakub Mensik non vinca il torneo. Addirittura, in caso di trionfo finale a Parigi, Cobolli balzerebbe al numero 5 del mondo.
Per Arnaldi, invece, questo traguardo ha il sapore della rinascita dopo un 2025 tormentato dai problemi fisici, permettendogli di rientrare di diritto tra i primi 35 giocatori del pianeta: "Ancora non ho realizzato bene che io e Flavio siamo in semifinale, però sono contento. Come ho detto da inizio torneo, non avevo troppe aspettative. Volevo solo stare bene in campo, sentirmi di nuovo bene e proprio giocare a tennis, che mi mancava. Sono stanco, certo, ma gioco per questo".
A premiare il vincitore del torneo sarà Adriano Panatta, esattamente cinquant'anni dopo il suo storico trionfo sulla terra parigina: "Adesso sogno di premiare un altro italiano. Con il Roland Garros ho un rapporto sentimentale. Prima tutti mi chiedevano se dopo cinquant'anni un italiano potesse vincere al Foro Italico ed è successo con Jannik Sinner, ora mi domandano lo stesso di Parigi e io sono il primo a sperarci".
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