Mondiali 2026

Mondiali, caso Svilar: il n.1 della Roma aspetta una deroga per giocare con il Belgio

Il miglior portiere del campionato è rimasto senza Mondiale, a bloccarlo una presenza con la Serbia nel 2021

Paradosso Mile Svilar. Fresco vincitore per la seconda volta consecutiva del premio come miglior portiere della Serie A, il numero uno della Roma sarà costretto a guardare il Mondiale americano dal divano di casa. Il motivo è un 'errore' di gioventù fatto sotto l'influenza del padre, l'ex portiere della nazionale serba Ratko Svilar, che nel 2021 lo ha convinto a rispondere alla chiamata della selezione serba per un'amichevole disputata in Qatar in cui il portiere ha giocato una manciata di minuti nella ripresa. Un esordio che, per la Fifa, vale come presenza ufficiale e da qui nascono tutti i problemi... 

Già, perché Svilar, che è nato e cresciuto in Belgio da genitori serbi, non si è mai sentito serbo e ha percorso tutta la trafila delle nazionali giovanili belghe, dall’Under 15 all’Under 21. Il regolamento Fifa è però un ostacolo insormontabile che impedisce al Belgio di convocarlo (la Serbia, risentita dalla sua decisione di fare un passo indietro, non lo ha più convocato): dopo l'esordio in una nazionale maggiore, non è più consentito cambiare federazione.

Negli ultimi mesi, un team di legali si è attivato per ottenere una deroga e permettere a Svilar di essere convocato dal Belgio per il Mondiale, ma senza successo. La questione finirà con ogni probabilità in tribunale, ma nel frattempo il portiere ha visto sfumare la possibilità di partecipare alla competizione come secondo di Thibaut Courtois.