
Lazio, gli ultrà confermano il boicottaggio: niente abbonamenti e stadio vuoto contro Lotito
I gruppi organizzati hanno deciso di proseguire la contestazione al club. Presenti solo in trasferta e per il derby

La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà anche nella prossima stagione. Attraverso una nota i gruppi organizzati hanno annunciato l'intenzione di non abbonarsi e di non presenziare alle gare casalinghe sia in campionato sia in Coppa Italia. Una protesta, quella contro la gestione di Claudio Lotito da parte dei supporter biancocelesti, che non si ferma: "Da quando è alla presidenza abbiamo smesso di sognare". I tifosi però seguiranno la squadra in trasferta e saranno presenti ai derby. Un gesto che rappresenta l'ennesimo "estremo atto d'amore", ma che priverà la Lazio del proprio pubblico anche nella nuova stagione. A meno di una marcia indietro del tifo organizzato, nemmeno la novità di Gennaro Gattuso in panchina e la volontà espressa dalla società di riconquistare quell'Europa mancata per due stagioni consecutive, la Lazio non avrà dunque il supporto del proprio pubblico.
Gli altri passaggi del comunicato -
ll boicottaggio però non si ferma qui, come spiegato nella nota degli ultrà laziali: "Non rinnoveremo gli abbonamenti alle piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio per sensibilizzare ulteriormente l'ambiente sportivo italiano sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio. I supporter biancocelesti criticano inoltre la mancanza di un progetto serio - "solo approssimazione, si vive alla giornata senza avere una visione a lungo termine", sottolineando che i "fatti" promessi dal presidente "hanno dimostrato un chiaro ed evidente fallimento".
L'attacco si dirige poi verso i tifosi della Roma all'interno della società, assunti "a causa dell'amichettismo di Lotito", accusato di aver rimpiazzato "i pochi laziali rimasti a Formello con presunti e discutibili professionisti che nulla sanno della nostra storia".
Un ulteriore passaggio riguarda il progetto dello stadio Flaminio, che "è stato e dovrà essere la casa della Lazio, a misura di tifoso e di tifo".
Nelle righe finali, i gruppi del tifo organizzato chiariscono che "nessuno è obbligato a seguire le nostre scelte", ma invitano "tutti i tifosi della Lazio a sentire il proprio cuore, la propria coscienza e rispettare la propria dignità".