Il ritorno dell’hockey professionistico a Milano prende forma con decisione. Dopo le recenti Olimpiadi invernali la presentazione ufficiale del Milano Hockey Club ha mostrato un progetto solido, sostenuto da figure di primo piano e da un investimento che guarda al medio-lungo periodo. L’arrivo 'ad interim' di Chris McSorley, tecnico di grande esperienza tra National League e Swiss League, nel ruolo di direttore sportivo temporaneo del club, ha dato immediata credibilità all’iniziativa: chiamato a guidare la fase di costruzione del 'roster', ha annunciato il primo acquisto, l’italo‑americano Nick Saracino, nazionale azzurro, e garantito che la squadra è già definita, con numerosi giocatori dotati di passaporto italiano.
Il club si presenterà semplicemente come Milano Hockey Club, senza soprannomi, puntando su un’identità chiara e riconoscibile. Centrale il ruolo del presidente Christoph Leitner, che ha illustrato il progetto della nuova arena da 3.990 posti vicino alla Fiera di Rho. Leitner ha insistito sulla sostenibilità e sulla “legacy” olimpica, ricordando che Milano ospiterà anche i Mondiali femminili 2027. "I protagonisti non siamo noi, ma sono gli atleti - ha detto Leitner aprendo la conferenza -, i giovani per i quali questa operazione nasce e deve essere sostenibile. Ed è il motivo per cui ci siamo messi insieme ai Milano Devils, che fanno un grande lavoro di 'development'. Importante la cosiddetta 'legacy' dei giochi olimpici: vogliamo provare che questa esiste e che si può costruire veramente qualcosa di positivo. Milano ha una storia enorme, una cultura sportiva". Importante il capitolo palazzetto: "Il nostro è un progetto serio, avremo un impianto provvisorio che, comunque, sarà serio, simile a quello utilizzato per le Olimpiadi". Nessuna deroga: il club dovrà essere pronto a giocare in casa già ai primi di ottobre, con preparazione tra Madesimo e Vipiteno e alcune amichevoli in via di definizione.
Sul fronte economico, l’impegno annunciato è di almeno cinque anni per un totale di 30 milioni di euro, con apertura a nuovi sponsor già in fase avanzata di contatto. Marco Margiotta, CEO di House of Doge e principale finanziatore, ha spiegato la visione: "Milano è una delle città più importanti del mondo, non potevo credere che non ci fosse una squadra di hockey professionistica… Milano vuole partire per restare". Ampio spazio è stato dedicato al settore giovanile: i Milano Devils diventano Milano HC Prospects, con un percorso completo di crescita e gli stessi colori della prima squadra. "Siamo grati a chi oggi sta dando un’opportunità concreta di crescita al movimento hockeistico milanese", ha dichiarato il vicepresidente Paolo Florean. A chiudere, l’incoraggiamento del presidente del club (ex) rossonero Udo Portele: "Ora diamoci dentro".
Testo di Massimiliano Bordignon