"Ho iniziato a giocare a tennis quando ero molto giovane, non mi sarei mai aspettato di raggiungere risultati simili. Adesso che sono qui, voglio impegnarmi ottenere qualcosa di molto speciale. Sono ancora giovane e non è finita. Voglio godermi ogni singolo momento sul campo con il sorriso". Queste le prime parole di Flavio Cobolli dopo la sconfitta con Alexander Zverev in finale al Roland Garros, al termine di una battaglia di cinque set.
"Non è facile per me parlare ora", afferma il tennista romano, prima di rivolgersi all'avversario: "Se qualcuno mi avesse chiesto chi meritasse più questo titolo, io avrei detto te. Sono contento per te ma anche triste, perché mi sono sentito vicino alla vittoria. Ora che hai raggiunto il tuo sogno, lasciami vincere la prossima volta", aggiunge scherzando.
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"Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile queste settimane, le più belle della mia vita - ha aggiunto Cobolli -. Rimane il mio Slam preferito, lo guardavo sempre in tv". Quanto alla presenza di Adriano Panatta, entrato in campo per la premiazione: "Mi sono sentito un po' sotto pressione, non è facile giocare davanti a lui". Poi il ringraziamento per il "muro azzurro" che lo ha "aiutato durante questa partita".
Cobolli ha poi raccontato in conferenza stampa: "Dopo il tie-break ho sentito i crampi al polpaccio. Ho provato a dare il massimo nel cambio campo, ho preso tutti i cinque minuti. Però il polpaccio ormai era andato e alla fine, dopo il secondo game, anche il quadricipite e mi sono sentito completamente stanco; il mio corpo mi ha lasciato in campo". Poi su un approdo alle Finals di Torino (ora è quarto nella Race): "L'obiettivo è quello dall'inizio dell'anno e stiamo lavorando per andarci".