
L'addio di Dumfries e il suo erede, il prezzo di Barella e "l'imbarazzo con Lukaku": Ausilio a ruota libera sull'Inter
Il ds nerazzurro al podcast 'Supernova' tra passato, presente e futuro. "Di Ibra dico..."

L'addio di Dumfries, il prezzo di Barella e il rimpianto Balotelli. E ancora: l'incontro con Lukaku a Montecarlo, Ibrahimovic e Icardi. Il ds dell'Inter Piero Ausilio tra passato, presente e futuro. Un rapporto "molto sincero e onesto" quello con l'esterno olandese: "Tanto onesto che in occasione dell'ultimo rinnovo lui aveva già manifestato l'idea di poter cambiare e provare a fare una nuova esperienza, si avvicinava ai 30 anni. Quindi aveva ottenuto da noi una situazione un po' particolare, direi unica anche nel caso dell'Inter, di una clausola di uscita", racconta il dirigente nerazzurro nel podcast 'Supernova'. L'Inter ora ha necessità di trovare un degno sostituto per la fascia destra: "Dumfries sarà sostituito da un giocatore altrettanto importante, forte e magari più giovane". I rumors su Barella: "La sua valutazione è di 45 milioni è sbagliata - ha proseguito Ausilio - Barella non è sul mercato quindi non ha un prezzo. Se arriva un'offerta da 500 milioni di euro? Qualcosa meno e magari una buona parte la daremmo anche a Barella...".
Balotelli, che rimpianto -
"Ho preso io Balotelli, ovviamente quando si dice ho preso c'è il lavoro di staff, c'è un presidente che paga, quindi io sono andato fisicamente diciamo a fare la trattativa. Lo fece esordire poi Mancini. Come fa a non essere un rimpianto uno che ha avuto un inizio e un trascorso di questo tipo? Ha avuto poi un paio d'anni, soprattutto quelli con Mancini, veramente importanti, lasciava pensare di essere veramente il nuovo crack del calcio italiano, lo è anche stato e poi probabilmente non lo ha mantenuto perché aveva altre distrazioni".
L'incontro con Lukaku -
"Alcuni amici comuni hanno organizzato un incontro. Ed è vero, ci siamo parlati. All'inizio c'è stato un po' di imbarazzo, un po' di freddezza, poi però abbiamo sorriso. Mi ha abbracciato. Io le sue motivazioni le conoscevo e gli ho detto chiaramente quello che pensavo, secondo me ha sbagliato a gestire quella situazione. Poteva aveva anche delle motivazioni che dal suo punto di vista erano corrette, forse era deluso per non aver giocato una finale, forse si era sentito poco considerato. Ma io ero convinto che se ne avessimo parlato, con me e con Simone Inzaghi, avremmo risolto tutto molto rapidamente. E magari oggi sarebbe ancora all'Inter da protagonista. Invece ha scelto una strada diversa. A un certo punto è sparito. Mandava video degli allenamenti, si parlava della squadra da costruire. Noi avevamo preso Thuram e lui era contentissimo del suo arrivo, aveva parlato con lui. Poi improvvisamente sparì".
Icardi "Ho anche un ricordo simpatico di Wanda. È stata un po' una precorritrice di quello che succede oggi perché è stata la prima moglie-agente. Poi in realtà si affidò anche a professionisti perché da sola non poteva fare tutto. Però è stato interessante prendere atto di questa novità.
Ibra dirigente -
Ibra l'ho conosciuto poco. Quando fai parte di un team devi confrontarti con tante situazioni. Io non conosco le dinamiche del Milan e non conosco il suo approccio. Essere stati grandi calciatori dà sicuramente dei vantaggi, conosci già le dinamiche dello spogliatoio, sai come approcciarti a certe situazioni. Però poi bisogna studiare, aggiornarsi, approfondire e confrontarsi con persone che fanno quel lavoro da più tempo. Altrimenti può diventare un problema".