"Non ho bisogno di vincere. Ho vinto più di quanto la maggior parte delle persone riesca a vincere in tutta la vita e questo non è ciò che per me conta davvero. Continuo a ricordarmelo: non ho nulla da dimostrare, non ho nulla da perdere, ho solo da guadagnare". Così Serena Williams che rientrerà in campo a quattro anni dal tuo ritiro, nel torneo di doppio del Queen's. "È estate, i bambini non vanno a scuola, quindi è il momento perfetto per uscire, divertirsi e vedere cosa succede", ha aggiunto.
Si tratta di un ritorno atteso sei mesi, dacché il suo nome ricomparve nella lista di atleti soggetti a test antidoping da parte dell'ITIA. Una decisione a lungo meditata e costruita con pazienza. Agonismo e competitività - giura Serena - non sono stati i soli due motivi che l'hanno spinta a tornare: "Si tratta di permettere alle mie figlie di vedermi giocare. Olympia è un po' più grande, Adira è ancora molto piccola, e sono momenti come questi che contano".
Due le motivazioni più grandi che l'hanno spinta a riprendere la racchetta, la prima è l'immagine di "madre vincente" che lei stessa dopo la prima maternità del 2017 aveva dichiarato di voler trasmettere a sua figlia, progetto che nelle successive cinque stagioni trascorse sul circuito non è riuscita a consolidare: appena 100 partite disputate tra il 2018 e il 2022 (appena 25 match a stagione) con un bilancio di 75 vittorie e 26 sconfitte.
La seconda è anche una questione di memoria: "Più di tutto mi sono mancati l'atmosfera e il viaggiare - ha riflettuto lei di fronte ai microfoni -. L'ho fatto letteralmente per tutta la vita e quando smetti di fare qualcosa che fai da sempre, da quando hai memoria, credo che finisci per darlo per scontato". A darle la spinta definitiva per rimettersi sui binari è stata una ragazzina di diciannove anni capace la scorsa estate di vincere il suo primo WTA1000 in quel di Montreal, Victoria Mboko: "L'ho vista giocare a Montreal l'anno scorso. Sono rimasta colpita dal suo gioco e dal suo atteggiamento. La cosa che mi è piaciuta di più è che, la volta successiva che ha giocato, ha continuato a vincere - ha raccontato Serena - Mi è piaciuto molto. Mi ha ricordato molto me stessa. A volte vinci una partita e poi attraversi un momento di calo - ed è del tutto normale - ma mi è piaciuto vedere quanto fosse determinata".