
Arrivabene: "La Ferrari non prese Antonelli perché non avevamo la struttura adatta e poi Leclerc…"
L'ex team principal di Maranello spera nel matrimonio in futuro: "Kimi ha tutto il tempo di vincere il titolo con la Rossa"

Sono bastati pochi mesi ad Andrea Kimi Antonelli per diventare uno dei simboli dello sport italiano nel mondo e dopo il fenomenale trionfo di Monaco, una domanda è tornata a risuonare tra gli appassionati: ma perché la Ferrari se l'è lasciato scappare? Semplice. La Mercedes ha scommesso (e investito) su di lui fin da quando era un bambino, intravedendo un talento raro quando si faceva largo nei kart, e sfatando così la leggenda che per arrivare a correre ai massimi livelli, in auto o in moto, bisogna per forza ipotecare la casa.
Eppure, anche a Maranello avevano adocchiato questo ragazzino. Ma allora perché adesso corre, e stravince, con le Frecce d'Argento? La risposta definitiva l'ha data Maurizio Arrivabene, che ai tempi era il team principal di Maranello. "Nel mio ultimo anno in Ferrari, il 2018, Antonelli aveva 10-11 anni, in quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento all’azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto. Anche oggi non sarebbe così semplice mettere sotto contratto un ragazzino di talento di 11 anni come è ad esempio il figlio di Kimi Raikkonen, Robin”, ha spiegato Arrivabene al Quotidiano Nazionale.
Ma non solo, perché nel discorso spunta anche il nome di Chalres Leclerc. “In più nel 2018 noi eravamo impegnati a portare Leclerc in macchina e anche lì è stata dura, non tutti erano d’accordo. Qualcuno pensava che Charles fosse troppo giovane per la Rossa. Comunque, proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo, secondo me Antonelli avrà tutto il tempo di portarci a casa il titolo iridato anche seduto su una Ferrari“.
Magari prendendo il posto anche questa volta di Hamilton...
© Luca Martini
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