
Real Madrid, il Bayern Monaco sbotta e chiude la porta: "Olise non in vendita, non perdete tempo"
L'ala dei bavaresi è uno dei grandi obiettivi del rieletto Florentino Pérez, ma il club non è intenzione a cederlo

Quasi nessuno nel mondo del calcio riesce a negare a Pérez di realizzare i propri sogni di calciomercato: Olise pare essere la nuova fissazione di Don Florentino, ma il Bayern Monaco sta dicendo no con tutte le proprie forze. L'ormai arcinota offerta da 150 milioni che starebbe per piovere su Säbener Straße non sembra toccare i biancorossi, che per bocca del loro presidente Herbert Hainer hanno scacciato (o tentato di scacciare) il fantasma blanco: "Michael Olise è un giocatore del Bayern Monaco e ha un contratto a lungo termine. Non siamo un club che vende. Se Florentino Perez volesse farci un'offerta, cosa che finora non è avvenuta, può risparmiarsi la fatica. Nemmeno per 150 milioni di euro o più."
Le alternative ad Olise -
Una telenovela non destinata a concludersi a breve, e che comunque è destinata a scatenare un'onda lunghissima di conseguenze per il calcio europeo: se realmente non andasse in porto l'operazione-Olise, il Real Madrid andrebbe comunque all'assalto di almeno un altro top player da una big europea. I nomi sul taccuino del presidente delle merengus sono molteplici: João Neves, Vitinha, o Enzo Fernández, ma nelle ultime ora si è diffusa anche la notizia di un folle assalto a Julián Álvarez per quello che sarebbe un clamoroso cambio sponda cittadino, probabilmente clamoroso come quando i Blancos strapparono Luis Figo al Barcellona. Quando accadde? Dopo le elezioni presidenziali del Real del 2000. Vinte da? Florentino Pérez. Corsi e ricorsi storici, che non fanno dormire sonni tranquilli nessun club in Europa. Per altro, il colpo-Álvarez avrebbe anche l'effetto di colpire proprio gli eterni rivali blaugrana che ormai da settimane inseguono l'argentino per farne il perno centrale del proprio attacco.
Il ritorno dello Special One -
Intanto, al netto del mercato, al Real il 9 giugno 2026 sarà il giorno del clamoroso ritorno di José Mourinho sulla panchina merengue dopo 13 anni. Una operazione fortemente voluta dal neo-rieletto presidente, rimasto scottatissimo dall'ultima stagione senza titoli ma soprattutto dalla freddezza generale con cui è stata accolta la sua conferma alla testa del club più grande del mondo. Il 35% dei voti per il giovanissimo Enrique Riquelme, fatto cacciare dal club dalle urne a causa di presunti comportamenti scorretti, hanno toccato Florentino che ora vuole rinconquistare il suo Real Madrid regalando stelle e trofei ai tifosi.