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Mondiali 2026, la vetrina delle stelle: dai duelli leggendari ai nuovi fenomeni

ll talento di Arda Guler e Yildiz, l'istinto da killer di Harry Kane: nel torneo che sta iniziando, saranno in tanti a scrivere pagine da ricordare

di Enzo Palladini

Ci sono due tipi di impatto che un calciatore può esercitare su un Mondiale: quello tecnico e quello mediatico. Fino allo scorso millennio esisteva solo il primo. O meglio: il secondo era una conseguenza delle gesta tecniche. L'impressione è che questo Mondiale tripartito non avrà solo un vincitore materiale in colui che alzerà la Coppa, ma molti vincitori in proporzione al denaro spostato, all'interesse scatenato, al numero di presenze ottenute negli hilites (ormai viviamo della civiltà degli hilites) e - perché no - anche all'ulteriore incremento di follower generato durante la manifestazione. 

Quando si parla di stelle, non si può prescindere dai due dominatori degli ultimi vent'anni, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Entrambi al sesto Mondiale, entrambi - molto verosimilmente - all'ultimo Mondiale. Saranno ancora due fortissimi poli d'attrazione per questo torneo, al quale arrivano senza smentire le rispettive abitudini. Il portoghese si fa precedere come suole da majorettes e squilli di tromba, ha messo in scena diversi show alla fine della stagione araba. Messi invece ha scelto il solito basso profilo, anche perché non sempre negli ultimi tempi il fisico è stato dalla sua parte. Non va dimenticato poi che Messi il Mondiale l'ha già vinto, Cristiano darebbe la sua catena d'alberghi e qualcosa in più per poterlo emulare. Sul loro impatto mediatico nessuno dubbio, su quello tecnico è il solito discorso: Messi ha sempre avuto una condivisione del lavoro con la squadra, Cristiano Ronaldo mai. Soprattutto da quando è in Arabia. 

Procedendo per file, come nella Formula 1, alle spalle de due fenomeni partono il francese Kylian Mbappè e il norvegese Erving Haaland. Su quest'ultimo non ci sono grandi dubbi: trasformerà in rete un'occasione ogni due che gli capiteranno, come ha sempre fatto. È un autorevolissimo candidato al titolo di capocannoniere, in quando al cammino della squadra bisognerà capire se tutti avranno la stessa fame insaziabile che li ha portati a sbranare l'Italia nelle qualificazioni. Mbappè invece deve togliersi quell'etichetta di solista perdente che si porta dietro da diversi anni, fama pesantemente alimentate dalle due Champions sollevate dal Paris Saint Germain dopo il suo addio. 

In terza fila tra le possibili stelle di questo Mondiale ci sono due sudditi di Sua Maestà, gli inglesi Jude Bellingham e Harry Kane. Il centravanti del Bayern Monaco sembra seguire un abbrivio difficilmente arrestabile. Non ha vinto nulla fino a trent'anni abbondanti, adesso sta vincendo quasi tutto. Gli inglesi si augurano che possa essere il simbolo della rinascita dei Tre Leoni, che non hanno ancora digerito la sconfitta contro l'Italia a Euro 2020 e sognano finalmente un torneo da protagonisti. In quanto a Bellingham, il suo rendimento come sempre sarà il prodotto di una serie di fattori, con la prevalenza di quello fisico su tutti. 

Chiudiamo il giochino delle file con la quarta, in cui collochiamo la spregiudicatezza e (nel caso soprattutto dello spagnolo) la gioventù di Vinicius Junior e di Lamine Yamal. Vinicius nelle mani di Ancelotti riesce sempre a mostrare una buona versione di sé stesso, la presenza di Neymar nel gruppo (se quest'ultimo interpreterà l'atteggiamento giusto) può essere ulteriormente salutare. Il talento non manca. Così come non manca a Yamal, che ha dalla sua parte una dote impagabile: la sfacciataggine. Molti si chiedono se subirà contraccolpi per l'esordio mondiale, ma è facile prevedere che la risposta sarà "no". 

Tre Nazionali africane appoggiano i loro sogni di gloria su tre giocatori che fanno abbondantemente parte della Top 10 dei guadagni di questo torneo. Hanno in generale dei buoni organici, ma avere dei totem così le rende decisamente più complete. Si parla dell'Egitto con Mohamed Salah, del Senegal con Sadio Manè, dell'Algeria con Riyad Mahrez. Dovendo invece indicare il nome di un semisconosciuto che potrebbe sparigliare tutto, la scelta va sul brasiliano Rayan del Bournemouth, che al di là dei 5 gol segnati in Premier League, ha colpito Ancelotti per alcune qualità tecniche e atletiche non comuni.  

Abbastanza scontato puntare su un buon Mondale di Desirè Douè, attaccante esterno del Paris Saint Germain praticamente impossibile da marcare, fresco vincitore della Champions. Sarebbe molto bello rivedere in Usa le magie di Nico Paz ammirate nel campionato italiano, ma è difficile che il ragazzo possa trovare lo spazio necessario. Molti tedeschi potrebbero candidarsi al ruolo di star del Mondiale, ma Jamal Musiala, se sta bene, ha tutti gli skills per imporsi.Così come li hanno i due talenti che Vincenzo Montella ha il piacere di gestire nella Nazionale turca: il madridista Arda Guler e lo juventino Kenan Yildiz. Ma un campionato del mondo può essere anche la vetrina perfetta per un difensore e molti occhi saranno puntati sullo spagnolo Pau Cubarsì. Tra i meno pubblicizzati, da segnalare il croato Luka Vuskovic. Poi magari spunterà a sorpresa un campione da un Paese esordiente, però di questi nomi si parlerà. Sicuro. Nel bene e magari anche nel male.