L'INIZIATIVA

Il calcio da strada piace ancora agli italiani e adidas apre a Milano un "cortile" dove giocare

Nel weekend si inaugura ‘The Yard’, dove si incontrano cultura, gioco, talk, watch party, product experience, musica e DJ set

© Ufficio Stampa

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In occasione della FIFA World Cup 26, il calcio torna nei campetti. adidas presenta ‘The Yard’, un evento immersivo che, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, trasformerà un iconico spazio urbano in un epicentro della cultura calcistica autentica. ‘The Yard’ celebra il legame indissolubile tra lo sport, l'identità urbana e lo spirito del gioco libero, ispirando le nuove generazioni a credere in se stesse con il motto 'You Got This', perché ogni campo, dai giardini agli stadi, può creare una leggenda e perché la fiducia in se stessi insieme allo spirito di gioco sono parte di un’attitudine positiva e vincente.  

L’iniziativa poggia su solide basi culturali evidenziate dall'ultima ricerca Ipsos Doxa per adidas, secondo cui il calcio giocato nel parchetto di quartiere o nei cortili dei palazzi non è affatto scomparso: il 48% degli italiani, che sale al 57% tra i giovani di 18-34 anni, dichiara infatti che il calcio di strada nei cortili è ancora vivo. 'The Yard' nasce per ridare uno spazio fisico a questa resistenza romantica e nostalgica.

Al centro del progetto si trova il potente concept 'You Got This' di adidas, un invito universale a superare i propri limiti liberandosi dall'ansia da prestazione. Un bisogno fortemente sentito: secondo i dati Ipsos Doxa, quasi due italiani su tre (64%) considerano fondamentale poter giocare a calcio liberi da pressioni e per puro divertimento, una percentuale che tocca l'81% proprio tra chi si sente più coinvolto dai Mondiali. Che sia sul campetto di strada o sul palcoscenico della Coppa del Mondo, adidas ricorda che il vero potenziale si esprime solo quando si gioca per il piacere di farlo.

“Con “The Yard' a Milano vogliamo celebrare questa passione fuori dagli stadi, riportandola direttamente nelle strade, nei campetti e tra le comunità, perché riconosciamo il potere dello sport come linguaggio universale di aggregazione e libertà”, ha affermato Alessandra Furia, Senior Director Brand adidas Italia.

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L'esperienza immersiva di The Yard
‘The Yard’ è uno spazio aperto, inedito, vibrante e urbano – nel cuore di Milano - che riporta il calcio alle sue radici più genuine. La scelta della location non è casuale: il tetto di un silos trasformato per questa occasione e simbolo della street culture da cui nascono e si alimentano le storie del calcio più autentico.

Oltre ad accogliere la pura espressione del gioco e del divertimento all'aria aperta, "The Yard" offrirà per l'intero weekend un'esperienza immersiva a 360 gradi grazie a una serie di attività e spazi a tema aperte a tutta la community. Gli appassionati di sport potranno divertirsi in un campetto da basket ad accesso libero per l'intera durata dell'evento, mentre chi desidera un ricordo speciale avrà a disposizione un'area shopping dove sarà possibile acquistare le maglie delle nazionali, o semplici capi d'abbigliamento del brand per farli personalizzare live dall'artista Yuri Sata, in modo esclusivo. Ad arricchire l'atmosfera di festa ci sarà un'area food and beverage d'eccezione con quattro originali food truck: Trionda’s Pizzeria per gli amanti della pizza d'autore, 3 Stripes Tacos con specialità messicane, Backyard Bites con un menù classico a stelle e strisce, e infine The Yard Ice Cream per concedersi una pausa dolce e rinfrescante.

Il calcio d'inizio del "The Yard Community Tournament" avverrà alle ore 18:00 con l'avvio della fase a gironi del torneo 3vs3, che vedrà le più appassionate community di calcio giocare all'insegna della condivisione fino alle ore 20:00, momento in cui l'azione sul rettangolo verde lascerà temporaneamente spazio al panel a tema calcio. Il gioco riprenderà poi a partire dalle ore 20:45 con la fase a eliminazione diretta, conducendo i team del torneo a giocare la finalissima, in programma dalle ore 21:30 alle ore 21:45. Tra i team non mancano capitani d’eccezione: i creator Il Boss del Freestyle, Sergio Cruz e Simone Crispo affiancheranno sul campo e dalla panchina i loro giocatori, per guidarli all’interno di un match da ricordare, commentato con il consueto mix di intrattenimento e cronaca da Agnese Nespoli. A coronare la prima grande serata dell'evento sul tetto del silos sarà l'energia del closing show di Manuelito.

Domenica 14 giugno l'appuntamento raddoppia, anticipando l'apertura alle ore 15:00 per accogliere il pubblico nel pomeriggio milanese.

Dalle ore 15:45 e fino alle 19.30, con finalissima alle 21.30, sono previsti i match del "The Yard Open Tournament", aperto a tutti i consumatori iscritti attraverso il link dedicato, seguiti alle ore 17:15 dall'attivazione dell'area di gioco per l'imperdibile sessione di gioco individuale uno-contro-uno curata da Crispo Street. Alle ore 19:00 prenderà vita un grande watchparty con la trasmissione sul maxischermo del match mondiale Germania vs Curaçao, mentre alle ore 21:00 il pubblico potrà assistere al talk “Cronache The Yard”, incentrato sulle storie mondiali. La manifestazione si concluderà in grande stile con la performance e il closing show dell'artista Isabo.

‘The Yard’ rappresenta un'estensione fisica della campagna globale di adidas Backyard Legends, che ha fatto da teaser della FIFA World Cup 2026 e ha visto il lancio di un film evocativo dove un cast stellare racconta una cosa semplicissima: il calcio nasce sempre dal basso, tra cortili, reti metalliche e sfide infinite con gli amici.  

Le info
13 giugno 2026 h17.00-24.00
14 giugno 2026 h15.00-24.00
The Yard – adidas,  via Terenzio 6 – Milano

La ricerca Ipsos Doxa per adidas: gli italiani e il calcio, tra emozioni profonde, nuovi luoghi e la resistenza del gioco "da cortile”
La ricerca commissionata da adidas a Ipsos Doxa fotografa un'Italia calcistica che, pur evolvendo nei canali di fruizione e dovendo fare i conti con delusioni a livello sportivo, non perde la sua passione identitaria e la sua influenza culturale. Il calcio in Italia rappresenta ancora l'anima della nazione, capace di influenzare la moda, la musica e di unire le generazioni, resistendo nei cortili così come nelle arene digitali. Emerge il bisogno di proteggere la dimensione ludica, spontanea e umana del calcio, cercandovi uno spazio di passione, aggregazione e, soprattutto, libertà da ogni pressione.

I pilastri del calcio: passione, divertimento e spettacolo
Interrogati su cosa rappresenti il calcio, gli italiani non hanno dubbi. I concetti più associati in assoluto vedono in testa la passione (40%), seguita dal divertimento (35%) e dallo spettacolo (31%).

Tra il pubblico maschile emerge un dato particolarmente suggestivo: una marcata dimensione nostalgica (11%). Per molti uomini, infatti, lo sport è indissolubilmente legato ai ricordi dell'infanzia, ai pomeriggi passati a giocare per strada e alla propria crescita personale. In questo modo, il calcio assume un valore emotivo e identitario che va ben oltre la semplice dimensione agonistica.

Subito dopo i tre concetti chiave, gli italiani associano a questo sport sentimenti intensi. La rivalità (26%) e l'adrenalina (26%) si attestano a pari merito come simboli del brivido della competizione, seguite dal senso di appartenenza (25%) e dall'aggregazione (18%), intesa come la bellezza di condividere il rito collettivo della partita.

Il patrimonio del “calcio da cortile” e il bisogno di leggerezza
In un contesto spesso dominato dalle aspettative, il calcio praticato mantiene una forte richiesta di leggerezza. L'evidenza principale della ricerca parla chiaro: quasi due italiani su tre (64%) che considerano fondamentale poter giocare a calcio liberi da pressioni e per puro divertimento, solo per il piacere di farlo. Questa esigenza è ancora più marcata proprio tra i profili più caldi ed emotivamente attivi: la percentuale sale infatti al 72% tra i grandi appassionati e tocca un picco dell'81% tra coloro che si sentono molto coinvolti dai Mondiali 2026. Chi vive lo sport con più intensità, insomma, sente ancora più forte il bisogno di preservarne il lato più spontaneo, ludico e protetto.

A fare da perfetto e nostalgico contraltare a questo bisogno di gioco libero è la resistenza del "calcio di strada". Sebbene le città cambino, il calcio da cortile esiste ancora per il 48% degli intervistati, che sostiene che le partite tra amatori nei parchetti di quartiere o nei cortili dei palazzi siano una realtà tuttora presente, seppur meno diffusa. Questa visione di resistenza è sostenuta con forza soprattutto dagli appassionati (53%) e, dato estremamente significativo, dai giovani stessi (57% nella fascia 18-34 anni), che smentiscono l'idea di una gioventù esclusivamente virtuale.

Il calcio tra intrattenimento digitale e accessibilità social
Negli ultimi anni lo sport ha espanso i propri confini: per il 65% degli italiani il calcio è sempre più una forma di intrattenimento, un vero e proprio «contenuto da consumare», mentre tra i giovani (18-34 anni) il 24% lo vive in modo ibrido, come uno sport sia da praticare sia da seguire.

La metà degli italiani (50%) concorda sul fatto che, grazie ai canali social, vivere il calcio sia oggi più accessibile a tutti (quota che sale al 69% tra i grandi appassionati), mentre per oltre 4 italiani su 10 (42%) il calcio giocato e quello vissuto attraverso uno schermo possono essere coinvolgenti allo stesso modo (dato che tocca il 78% tra i più coinvolti dai Mondiali).

Un elemento identitario che unisce le generazioni, la fede calcistica nazionale non si spezza
Il ruolo del calcio nella nostra società emerge chiaramente quando si tocca il tema dell'identità nazionale. La maggioranza degli italiani (62%) riconosce nel calcio lo sport che rappresenta meglio il nostro Paese (dato che sale all'82% tra i molto coinvolti dai Mondiali e al 71% tra i grandi appassionati).

Anche di fronte alle recenti delusioni sportive, la fede calcistica nazionale non si spezza. Nonostante la mancata qualificazione della Nazionale italiana alla FIFA World Cup 26™, il 48% degli italiani concorda sul fatto che il legame con i tifosi rimanga indissolubile (quota che raggiunge il 74% tra i più coinvolti dal torneo). Infatti, quasi la metà degli italiani (45%) dichiara che si sentirà comunque emotivamente coinvolta dalla competizione. Allo stesso tempo, per il 53% degli intervistati i Mondiali mantengono intatta la loro capacità di essere un ponte generazionale e di unire le diverse fasce d'età, una forza transgenerazionale riconosciuta dall'83% di chi vive il torneo con trasporto e dal 64% degli appassionati.

L'influenza del calcio sulla cultura pop e urban
Il calcio non è solo un fenomeno sportivo, ma una forza creativa in grado di plasmare la società, contribuendo a definire immaginari e codici estetici quotidiani. L'impatto dello sport e dei suoi protagonisti è avvertito innanzitutto nell'ambito della pubblicità e del marketing (46%), dove si confermano come i veicoli di comunicazione più potenti. Segue l'influenza sul linguaggio comune e i modi di dire (35%), riscontrata in particolare dai grandi appassionati (41%) e da chi segue i Mondiali (43%). Anche la moda e lo streetstyle (28%) hanno ormai sdoganato i dettagli estetici del calcio sulle passerelle e nell'abbigliamento quotidiano, un'influenza sentita dal 41% dei molto coinvolti dai Mondiali e dal 34% degli appassionati. Secondo gli italiani, inoltre, la cultura calcistica ha saputo contaminare profondamente la scena musicale nazionale, rivelando però una fortissima polarizzazione generazionale. Il Pop contemporaneo (54%) è considerato in assoluto il genere più permeato dalle metafore calcistiche, seguito dal cantautorato italiano (34%), che trova la massima associazione tra le fasce d'età più mature, salendo al 59% tra i 55-64enni. Al contrario, i generi moderni come il Rap/Hip hop (30%) e la Musica latina/reggaeton (26%) mostrano una forte vicinanza al mondo dei calciatori, usati come icone di successo e stile. Il dato più interessante riguarda la Trap e l'Urban (25% complessivo), che registra un'autentica impennata del 46% tra i giovani di 18-34 anni, a conferma di come il calcio sappia adattarsi perfettamente ai linguaggi e alle sottoculture delle nuove generazioni.