Quest'anno la 1000 Miglia può annoverare tra i suoi tanti piloti di fama, anche uno che ha fatto la storia del motorismo, ma a due ruote. Si tratta di Loris Capirossi, che ha preso il via della rievocazione della leggendaria maratona automobilistica alla guida di una Lancia Aprilia. Una "prima volta" per L'ex campione del Motomondiale, resa possibile grazie alla collaborazione con Segafredo, che ha griffato con i suoi colori la meravigliosa berlina torinese realizzata tra gli anni '30 e '40. "Sono molto contento. Partecipare a questa corsa storica con Segafredo è un'esperienza straordinaria, anche se oggi è diventata più che altro una gara di regolarità per auto d'epoca bellissime. Noi partecipiamo con una Lancia Aprilia del 1949, una vettura che ha fatto la storia di un marchio italiano importante. Il nostro obiettivo principale, in questi cinque giorni di gara, è soprattutto divertirci", ha detto a Sportmediaset.it il tre volte iridato tra classe 125 e 250.
Il cuore di Capirossi, però, resta legato alle moto, di cui è un attento osservatore, anche grazie al suo ruolo di membro della direzione gara e rappresentante per la sicurezza in pista. Proprio in occasione della 1000 Miglia, abbiamo avuto modo di fare il punto con lui sulla MotoGP di oggi. A partire dalla presenza di un binomio completamente italiano, Marco Bezzecchi e l'Aprilia, davanti a tutti in classifica.
Hai dichiarato che le corse ti hanno insegnato l'importanza della determinazione e dello spirito competitivo, tutti valori che stai portando chilometro dopo chilometro in questa competizione. Ma dato che parliamo di "Aprilia" e di sfide ad alta adrenalina, passiamo alle due ruote: a Noale possono davvero vincere il Mondiale quest'anno?
"Penso che l'Aprilia abbia tutte le carte in regola per vincere il Mondiale. Attualmente i suoi due piloti occupano i vertici della classifica, con Bezzecchi primo e Martin secondo. È chiaro che il campionato è ancora molto lungo e bisogna tenere conto del fatto che Marquez, dopo l'ennesima operazione, sembra aver ritrovato la forma migliore. In ogni caso, Aprilia ha sicuramente le potenzialità per farcela".
Sorpreso da Bezzecchi? È lui il favorito?
"Già alla fine dello scorso anno, Bezzecchi si era dimostrato un avversario temibile e aveva trovato il feeling giusto con la moto. Quest'anno sta raccogliendo i frutti del lavoro impostato nella passata stagione, confermandosi senza dubbio come uno dei piloti più competitivi in griglia. Non sono affatto stupito: conosco il suo talento e sapevo perfettamente che avrebbe potuto raggiungere risultati di questo livello".
Marquez è tornato: può diventare lui il vero avversario di Bezzecchi?
"È forse prematuro affermare che Marquez abbia ritrovato la condizione ideale al cento per cento. La pista del Balaton Park, essendo ricca di curve a sinistra, era decisamente favorevole al suo stile di guida, consentendogli di trovarsi subito a proprio agio. Detto questo, in quell'occasione lo abbiamo visto in ottima forma e tutti conosciamo il talento di Marc: può assolutamente diventare un avversario molto pericoloso".
Acosta e Quartararo potranno essere da titolo con un'altra moto?
"Per quanto riguarda Fabio, dopo tanti anni in Yamaha, il passaggio in Honda previsto per il 2027 gli permetterà di avere a disposizione una moto più competitiva rispetto a quella attuale, dandogli la possibilità di tornare il Quartararo che tutti conosciamo. Riguardo Pedro Acosta, credo che il passaggio dalla KTM alla Ducati lo renderà senza dubbio uno dei diretti pretendenti al titolo".
© Adrian Lungu
Bagnaia sull’Aprilia tornerà a vincere?
"Credo fermamente nel talento e nella velocità di Pecco. Già quest'anno sta ottenendo risultati migliori rispetto alla passata stagione. Aver siglato un accordo a lungo termine è fondamentale, e Aprilia è una squadra che saprà metterlo a suo agio. Sono certo che otterrà ottimi risultati, specialmente se il team riuscirà a mantenere l'attuale livello di competitività anche con l'introduzione del nuovo regolamento".
Tra i giovani che sono già in MotoGP e tra quelli che arriveranno, su chi scommetteresti per il futuro?
"Il problema per i piloti emergenti è che il salto in MotoGP non è mai facile, trattandosi di una categoria estremamente complessa. Quest'anno, ad esempio, abbiamo visto Moreira difendersi egregiamente. Sulle novità assolute è difficile fare un nome preciso, ma ritengo che Pedro Acosta, pur non essendo più una sorpresa assoluta, possa rivelarsi la vera certezza per il futuro".
Al Mugello si sono raggiunti i 368 km/h e nelle ultime gare ci sono stati brutti incidenti: la MotoGP è diventata pericolosa? Il cambio di regolamento era necessario anche per questo?
"La MotoGP non è più pericolosa o diversa rispetto al passato. Il punto cruciale è che oggi bisogna prestare un'attenzione ancora maggiore alla prima curva, che resta la fase più delicata di ogni Gran Premio. Nelle ultime gare alcuni piloti hanno forse esagerato, commettendo errori che hanno reso le partenze più rischiose. Il nuovo regolamento andrà sicuramente nella direzione di limitare le velocità: ci sarà un cambiamento importante a livello aerodinamico e verranno eliminati gli abbassatori. Sono convinto che queste novità aiuteranno moltissimo sul fronte della sicurezza".
Il claim di Segafredo che ti accompagna in questa avventura è 'Take Your Shot'. Tu di sfide ne hai affrontate e vinte tantissime nella tua carriera: qual è la prossima grande opportunità?
"La mia vita è uno "shot" continuo, perché cerco da sempre di affrontare ogni sfida dando il massimo. Attualmente non ho traguardi particolari da rincorrere. Direi che il mio prossimo grande obiettivo sarà la pensione".
© afp|MotoGp Ungheria 2026
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