INTERVISTA ESCLUSIVA

Dagasso: "Dopo la nazionale, cerco conferme in A: punto a salvezza e... fantacalcio, aspetto Modric"

Il centrocampista del Venezia, 22 anni, dalla C agli azzurri in 12 mesi: "Baldini un papà, a Coverciano solo canzoni degli 883. Spero di essere pronto al salto"

di Paolo Borella
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Playoff vinti in Serie C, campione in Serie B e poi la nazionale maggiore con l’esordio contro Lussemburgo e Grecia. Quello che molti calciatori sognano nell’arco di un’intera carriera, Matteo Dagasso lo ha conquistato in meno di un anno.

Un percorso così non potevo immaginarmelo nemmeno nei sogni, racconta in esclusiva a Sport Mediaset il centrocampista classe 2004, da tempo tra i più promettenti della sua generazione. In Primavera, un grave infortunio alla caviglia poteva stroncargli il volo. Poi la fiducia di Zeman, la figura paterna di Baldini e le coccole di Stroppa, il mister dell’ultimo salto nella prima esperienza lontano dalla sua Pescara.

A Venezia si è fatto uomo e ha completato la crescita, in campo e fuori: “All’inizio ero anche un po’ preoccupato di questo cambiamento di vita, ma in realtà sono stato trattato benissimo da tutti, a partire da mister Stroppa che mi ha parlato tanto per farmi entrare al meglio nei meccanismi di squadra”.

Non era così scontato imporsi al Penzo: “Il gruppo arrivava da 9 vittorie di fila e aveva il centrocampo più forte della categoria: Doumbia, Perez e Busio, giocatore troppo sottovalutato. Invece ho dato il mio contributo raccogliendo tanti minuti e segnando anche due gol. Avevamo l’ambizione di arrivare insieme in Serie A e ci siamo riusciti”.

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Che Venezia possiamo aspettarci in Serie A? “Ce la metteremo tutta, punteremo sulla nostra identità forte. In Serie B abbiamo vinto con un pressing feroce sugli avversari, sfruttando il possesso palla prima di colpire in zona gol. Proveremo a riproporre alcuni elementi anche in A. L’obiettivo di squadra sarà la salvezza, a livello personale punto a confrontarmi con giocatori forti per capire il nuovo livello”.

Chi su tutti? “Modric. Spero rimanga al Milan per poterlo affrontare, è il mio idolo da sempre. Poi sarà bello incontrare i compagni di nazionale”. Anche se il cuore di Matteo batte per altri colori: “In famiglia tifiamo tutti Juve. Sfidarla sarà bello soprattutto per i miei parenti”.

Con gli amici, invece, la sfida è un’altra: “Proverò a puntare su me stesso al Fantacalcio, ma solo se nessuno all’asta rilancerà! Sono appena arrivato dai, per ora sono un colpo low cost…”, sorride.

Quello che ha portato Dagasso in Serie A non è stato un percorso scontato: “Nella Primavera del Pescara restai fermo per quasi 2 anni e mezzo per gravi problemi alla caviglia. Zeman mi scelse lo stesso e mi lanciò in prima squadra. Nessuno lo avrebbe fatto, lo ringrazierò sempre. Da lì è iniziato tutto”.

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La Serie C il primo trampolino per questa mezzala con tanta qualità nei piedi, inserimenti col tempismo giusto e un gran bel tiro da fuori. Caratteristiche che hanno fatto innamorare Silvio Baldini già allo stadio Adriatico di Pescara, prima della reunion in nazionale: “Mi ha responsabilizzato tanto, è stato un secondo padre e abbiamo un legame fortissimo. Lui punta sul fattore umano, parliamo della vita oltre che del calcio. Mi chiede di restare me stesso e di giocare sempre senza paura”.

Un clima speciale che si è respirato anche nell’ultimo raduno azzurro: “Il gruppo ha risposto molto bene, come di solito facciamo con l’Under 21. C’è stata solo un po’ di tensione nei primi minuti delle gare, ma credo sia normale perché eravamo quasi tutti al debutto. In Grecia abbiamo dimostrato la nostra personalità, facendo una grande partita e poi resistendo compatti anche in 10 uomini”.

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Con piccoli momenti che resteranno e magari segneranno un prima e un dopo nel passaggio di consegne tra generazioni della nazionale: “Ci siamo salutati con una bellissima grigliata notturna, con i tavoli allestiti direttamente sul campo di Coverciano, non ce lo dimenticheremo”.

Poi le canzoni dello spogliatoio. Ti immagini la trap per i ragazzi della generazione Z e invece... “Gli 883, cantavamo solo le loro hit, ci hanno accompagnato in questi bellissimi 10 giorni”. Un po’ di nostalgia prima di prendersi il futuro: Matteo Dagasso è anche questo.