I DATI

Serie A, due allenatori su tre cambiano ogni stagione: il dato che crea il gap con il resto dall'Europa

Nel nostro campionato sembra impossibile portare avanti un progetto pluriennale: il 75% dei mister via dopo una stagione. Premier modello anche sotto questo punto di vista e i risultati li premiano 

di Francesco Lommi

Ogni anno è l'anno zero e a pagare, spesso e volentieri, sono sempre loro: gli allenatori. In queste settimane le panchine di Serie A sembrano porte girevoli: saranno almeno nove i cambi di guida tecnica (Atalanta, Bologna, Fiorentina, Lazio, Milan, Napoli, Sassuolo, Torino, Monza) e il discorso potrebbe allargarsi a molte altre squadre. Un valzer tra arrivi e partenze che conferma una tendenza ormai chiarissima: in Italia, mediamente, il 75% dei mister non dura più di una stagione (10,9 mesi). 

La moda di disfare tutto ogni anno però non è soltanto nostrana. Secondo una ricerca del Cies il 65,2% delle squadre in 55 campionati di tutto il mondo ha cambiato allenatore almeno una volta nell'ultimo anno. Dati che evidenziano l'instabilità cronica che da anni comanda il mondo del calcio. E forse anche in queste pieghe va analizzato il problema di competitività dei nostri club sul panorama europeo: pochissimi allenatori hanno la possibilità di portare avanti un progetto pluriennale e di imprimere la loro impronta sulla squadra. E dire che la storia recente insegna che la continuità tecnica sarebbe un elemento fondamentale per arrivare al successo. La finale di Champions League tra Arsenal e Psg è stato lo spot di questo concetto: Arteta è ormai da 6 anni sulla panchina dei Gunners (e soltanto in questa stagione, dopo milioni e milioni spesi, è andato a trofei) mentre Luis Enrique è alla terza stagione alla guida dei parigini. 

Una suggestione confermata anche guardando ai dati relativi alla Premier League, il campionato di riferimento per risultati sportivi ed economici: il 40 per cento degli allenatori è in carica almeno da due anni. Un dato simile si trova in Liga, dove la percentuale sale addirittura al 45. In Italia sono soltanto due gli allenatori che possono vantare una vita così lunga su una panchina: Kosta Runjaić dell'Udinese e Cesc Fabregas del Como (che, avendo anche quote della società rappresenta un po' un caso a parte). La Serie A infatti è la lega tra le top 5 in cui gli allenatori durano meno: in media soltanto 10, 9 mesi. In Francia sale a 17, mentre la differenza si fa più marcata guardando in Germania, Spagna e Inghilterra dove i mister rimangono in carica rispettivamente per 23,3; 27,8 e 29,1 mesi. 

Ricominciare tutto da capo ogni anno non è sicuramente la chiave per colmare il gap che separa le nostre squadre dalle big degli altri Paesi, e questa stagione ne è stata la dimostrazione: fuori dal Mondiale, fuori dalla Champions agli ottavi, fuori dall’Europa League e dalla Conference ai quarti. Con budget striminziti e senza progettualità i tempi bui per il calcio italiano sono destinati a continuare.