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Juventus, tutti le ragioni dietro lo scontro Spalletti-Comolli: dal mercato a Vlahovic e Alisson

Il rapporto tra il tecnico bianconero e il dirigente francese non è mai decollato: le scelte di mercato e la visione generale il nodo principale 

Un amore mai sbocciato. Quello tra Damien Comolli e Luciano Spalletti è stato un rapporto burrascoso fin dalle prime battute. Non è un segreto che, a fine stagione, dopo diversi scontri, il tecnico di Certaldo aveva chiesto di poter lavorare con un direttore con cui avesse maggiore sintonia. Alla fine John Elkann ha ordinato una tregua tra Lucio e il dirigente francese per non stravolgere un'altra volta il progetto tecnico. Una convivenza forzata che però non sembra portare da nessuna parte: per questo i vertici bianconeri hanno rimesso in discussione la posizione dell'ad. 

La punta il "casus belli" -

 Il primo, vero, scontro tra Spalletti e Comolli risale al mercato di gennaio. La pietra della discordia, il mancato arrivo di una prima punta. Spalletti era stato molto chiaro nel post partita di Juve-Lecce: "Chiedevo solo una cosa: il centravanti fisico. Poi a gennaio non si è comprato. Non faccio io il mercato, lo fanno altri…”. Una frecciatina che l'ad bianconero ha raccolto subito, sostenendo come i giocatori acquistati (Boga e Holm) fossero stati concordati con il tecnico. Un punto, quello dell'essere più coinvolto sulle scelte di mercato, che Spalletti ha ribadito come fondamentale per continuare sulla panchina bianconera. 

Caso Vlahovic -

 Le prime mosse del mercato però hanno subito fatto innervosire Spalletti: l'addio a zero di Dusan Vlahovic. Spalletti aveva spinto molto perché la società facesse di tutto per trattenere il serbo, rimarcando, in più di un'occasione, la sua unicità e importanza all'interno della rosa bianconera: "Ci è mancato come il pane. Ha caratteristiche diverse dagli altri attaccanti, è un terminale fisico che regge i duelli e fa gol. Non si può giocare senza un riferimento così". Certo, non è solo colpa di Comolli se Vlahovic ha deciso di dire addio alla Juventus ma la chiusura veloce del tavolo delle trattative è stata sicuramente motivo di frizione tra mister e ad. 

Nodo Alisson -

 La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso però sarebbe il mancato affondo su Alisson. Spalletti si era mosso in prima persona per convincere il portiere, che conosce bene dai tempi di Roma, a sposare il bianconero. L'estremo difensore si era convinto ad abbracciare una nuova avventura in Italia, poi però la società non ha avuto la forza per presentarsi con argomenti che potessere convincere il Liverpool a lasciar partire il classe '92. Un muro che ha fatto scendere il gelo tra Comolli e Spalletti e ha portato la scoeità a ulteriori valutazioni sulla posizione dell'ad: andare avanti da separati in casa non conviene a nessuno.