
Panchina e dirigenza: le prossime ore decidono il futuro del Milan
Il club rossonero al lavoro per il nuovo tecnico, previsti nuovi incontri e attesa a breve la fumata bianca

Manca esattamente un mese e un giorno alla data ufficiale del ritiro della Prima Squadra rossonera, ma in via Aldo Rossi il cartello dei lavori in corso è più visibile che mai. A diciassette giorni dall'azzeramento della vecchia dirigenza, il Milan di RedBird si trova in una corsa contro il tempo per definire l'organigramma tecnico e societario. All’appello mancano ancora figure chiave: un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e, soprattutto, l'erede di Massimiliano Allegri sulla panchina.
Gerry Cardinale e i suoi uomini non sono rimasti a guardare. Nelle ultime due settimane si sono succeduti colloqui fisici e videocall a ripetizione per gettare le basi di una progettualità a lungo termine. Ora, però, è arrivato il momento di stringere il cerchio e accelerare. Come rivela Fabrizio Romano, la giornata odierna (venerdì 12 giugno) prevede una serie di colloqui diretti e decisivi tra la proprietà americana e i vari candidati in corsa.
Il nodo direttore tecnico -
La strategia della dirigenza rossonera segue una linea logica precisa: nominare prima il responsabile dell'area tecnica e, solo successivamente, ufficializzare l'allenatore. In cima alla lista per la scrivania c'è sempre Ralf Rangnick. L’incontro avvenuto nove giorni fa a Vienna con Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic sembrava aver spianato la strada, ma l'accordo non è ancora chiuso e il via libera del tedesco non è scontato. A frenare il matrimonio ci sono due nodi: da un lato il Milan riflette sulle tempistiche, dato che Rangnick è l'attuale ct dell'Austria impegnata ai Mondiali e rischierebbe di essere operativo solo a mezzo servizio; dall'altro il "Professore" teme possibili ingerenze nel suo lavoro ed è forte di una proposta di rinnovo da parte della Federazione austriaca. Il presidente della ÖFB, Josef Pröll, si è infatti detto molto ottimista sul fatto che Rangnick deciderà di rimanere alla guida della nazionale.
Il casting per la panchina: Glasner favorito, ma... -
Qualora Rangnick dovesse accettare, il candidato ideale per la panchina resterebbe il connazionale Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League e reduce dall'addio al Crystal Palace. Il ticket austro-tedesco garantirebbe una totale comunione d'intenti per avviare un nuovo ciclo filosofico e tecnico. Glasner ha dato la sua assoluta priorità al Milan e tra le parti ci sarebbe già una bozza d’intesa per un contratto biennale con opzione. L'allenatore ha parlato ai media austriaci: "Bello essere accostato a grandi club, ma per essere pronto tutto deve essere perfetto. Bisogna avere una buona sensazione". Chi è vicino al tecnico attende i riscontri definitivi di via Aldo Rossi, anche se secondo il giornalista Matteo Moretto l’ex Crystal Palace avrebbe perso leggermente quota nelle ultimissime preferenze societarie.
Le piste alternative -
Se la trattativa per Glasner dovesse subire una battuta d'arresto, le alternative restano vive e verranno approfondite nel weekend. La prima è Matthias Jaissle: la dirigenza ha già avuto un incontro con lui in Spagna durante la settimana. Nelle prossime ore ci saranno nuovi contatti decisivi per capire la fattibilità di un'uscita dall'Al Ahli, club saudita a cui è legato da un contratto (da 11 milioni di euro l'anno) fino al 2027, servirebbe pagare una clausola da 5 milioni. L'altra porta a Ruben Amorim: reduce dall'infelice parentesi alla guida del Manchester United con cui è ancora sotto contratto (8 milioni netti), il portoghese è stato contattato direttamente in settimana. I dialoghi proseguiranno in modo più approfondito nelle prossime 24 ore, anche se al momento non sembra occupare la primissima fila.
La decisione definitiva non dovrebbe arrivare prima del fine settimana, ma i colloqui odierni rappresentano l'ultimo vero scoglio da superare. Cardinale è pronto a sciogliere i nodi rimasti per consegnare ai tifosi il nuovo Milan.