Rimini ha salutato i reduci di questa immensa fatica che era ancora l'alba, con l'aria dell'Adriatico che portava l'ultimo profumo di sale sui parabrezza appannati. La quinta e ultima frazione della 1000 Miglia è il giorno del ritorno a casa, l'ultimo assalto all'asfalto che separa i cavalieri del volante dal traguardo di viale Venezia.
Mitica
Mantova ha accolto le vetture nel segno del mito di Tazio Nuvolari, ma è poco più in là, nel cuore della campagna mantovana, che la corsa si è fatta preghiera e silenzio. Passando da Guidizzolo, il rombo dei motori è parso farsi più sommesso, quasi un sussurro rispettoso. Qui, in quel maledetto maggio del 1957, il destino decise di spezzare la corsa di Alfonso de Portago e del suo copilota Edmund Nelson, chiudendo per sempre l’epoca d’oro della velocità pura.
Gran finale
Poi, l'ultimo fremito. La pianura ha concesso ancora un rettilineo prima che il profilo della Leonessa d'Italia si stagliasse all'orizzonte. Brescia ha accolto i suoi figli come si accolgono i vincitori di una guerra di sentimenti. In viale Venezia, sotto un cielo limpido e tra una marea umana che attendeva da ore, il traguardo ha sancito la fine della quarantaquattresima rievocazione (vinta da Juan e Margarita Tonconogy, su Alfa Romeo 6C Zagato del 1931). Sentire l'abbraccio di questa folla che ti stringe, che esulta insieme ai piloti stremati dal viaggio, fa capire perché questa rimarrà per sempre la corsa più bella del mondo. Una storia senza tempo, che si tramanda di generazione in generazione e che, per questo, non smetterà mai di stupire. Appuntamento al prossimo anno. Segnatevi la data sul calendario: la 1000 Miglia compirà cento anni.
1000 Miglia
1000 Miglia 2026, tappa 5: una storia senza tempo, un viaggio senza fine
Il ritorno a Brescia segna la conclusione della Corsa più bella del mondo
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