Mondiali 2026

Dal miracolato Nmecha all'elicottero Schlotterbeck, una Germania senza vere stelle ma con mille risorse

L'esempio del capitano Kimmich: gioca da terzino cioè fuori ruolo ma anche così è un punto di riferimento

di Enzo Palladini
© Getty Images

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Quando il gioco si fa duro, i tedeschi non si tirano indietro. Anche se si gioca contro Curaçao, i gol non li regala nessuno. Bisogna segnarli, possibilmente con soluzioni differenti. La Germania non è arrivata a questo Mondiale tra le grandi favorite, ma chi vuole andare fino in fondo dovrà fare i conti con la Nationalmannchaft che non ha il giocatore-faro ma che è appunto una Mannschaft, una squadra vera, con tante risorse e senza evidenti punti deboli. 

Il primo e l'ultimo gol sono spesso i più importanti di una manifestazione. La Germania ha dovuto attendere solo sei minuti per sbloccarsi, ma con il giocatore meno atteso e probabilmente impronosticabile, Felix Nmecha. Prima di questa gara era andato a segno solamente una volta, in una partita contro l'Ungheria. E a questo Mondiale non doveva nemmeno esserci, perché a metà marzo si è procurato una lesione ai legamenti. Ha insistito per la terapia conservativa, è stato fermo per 46 giorni ed eccolo qui, pronto a ricevere l'uno-due con Florian Wirtz e a piazzare la palla nell'angolo di piatto destro. Il CT Nagelsmann gli ha disegnato addosso un compito tattico particolare: non in linea con Pavlovic del Bayern ma venti metri più avanti, in verticale. Una posizione che nei primi venti minuti lo ha portato a sfiorare altre due volte il gol. Non sono stati gol mangiati, ma la Germania li ha pagati a caro prezzo perché esattamente a metà del primo tempo ha subito il gol dell'1-1. Poi però eccolo di nuovo in primo piano nel recupero del primo tempo, inserimento perfetto e calcio di rigore per i tedeschi, poi trasformato da Havertz. 

Quando c'era un pallone per aria, lo prendeva sempre Nico Schlotterbeck, come quando all'oratorio un ragazzo di quattordici anni gioca coni bambini di otto. Non contento del suo 1,91 il difensore del Borussia Dortmund ci aggiunge un'elevazione verticale da elicottero e un tempismo perfetto nel salto. Nella sua area è quasi ordinaria amministrazione. In area avversaria è un vero flagello divino e il gol del 2-1 ha avuto il merito di togliere la squadra tedesca da un'imbarazzante situazione di stallo. Primo gol con la maglia della Nazionale, quasi un'appendice naturale della stagione di Bundesliga che l'ha visto andare a segno cinque volte. Al di là dello spessore tecnico dell'avversario, Schlotterbeck può essere un'arma micidiale anche in circostanze più impegnative. 

Tra i compiti di un capitano c'è quello di dare l'esempio. Spremere sul campo il cento per cento di sé stesso, tenere calmi i compagni, essere presente anche quando c'è da giocare fuori ruolo. In questo, Joshua Kimmich può considerarsi un capitano perfetto. Nel Bayern gioca a centrocampo da tempo immemore, mentre Nagelsmann lo utilizza da esterno destro basso. Questo significa dover soffrire contro esterni veloci, finire un recupero con la lingua penzoloni, assaggiare il sapore amaro dell'ultima deviazione sul gol degli avversari. Kimmich ha eseguito tutto senza fiatare, è andato a battere moltissime palle inattive. Non ha mai alzato la voce. In una squadra che punta a vincere c'è bisogno di gente così.