"Mi promisero una nuova Inter..."

Il fantasista svizzero ricorda l'esperienza in nerazzurro: "Mi avevano promesso una nuova Inter"

Ai microfoni di Spox.com, Xherdan Shaqiri ha parlato del suo passato a Milano. Non senza qualche frecciatina. "Mi avevano promesso una nuova Inter - ha spiegato lo svizzero - Mancini mi voleva a tutti i costi. Avremmo dovuto a posteriori prendere qualche informazione in più sull'ambiente". Poi l'affondo: "Le infrastrutture dell'Inter sono sinceramente una vergogna. In Inghilterra è tutto semplicemente più professionale".

Shaqiri parla del suo sbarco a Milano. "L'accoglienza è stata davvero pazzesca. La guardia di sicurezza mi ha quasi soffocato perché è scoppiato il caos e aveva perso il controllo".

Il suo nome è stato accostato di recente alla Roma, ma dalle sue parole è chiaro che il calcio italiano davvero non gli manca. "Non mi è piaciuto particolarmente. Troppo lento, pieno di tattica, era difficile portare in campo la mia esplosività. Una volta, durante un allenamento, ho tirato per due ore 200 calci d’angolo da destra e da sinistra. Non avevo mai fatto una cosa simile”.

Sul rapporto con Mancini. "Io e Erdin (il fratello-agente, ndr) ne discutiamo ancora oggi. Mancini mi voleva a tutti i costi. Avremmo dovuto a posteriori prendere qualche informazione in più sull’ambiente. Per fare questo però mancava il tempo, il giorno del passaggio all’Inter si erano messi in mezzo ancora due club della Premier League. Ai tempi ero un po’ impaziente e volevo assolutamente chiudere il trasferimento perché il campionato era già iniziato e io volevo partire subito".

Una luna di miele durata davvero poco, meno di sei mesi. "Con Mancini non ho mai avuto problemi. Anche lui cambiava ogni fine settimana, così che non c’era mai una formazione fissa. Lo aveva fatto anche al Manchester City e al Galatasaray. Non mi sentivo più bene, così abbiamo cercato una soluzione comune".

Per la Premier solo belle parole. "Alimentazione, riabilitazione, analisi delle prestazioni, varietà negli allenamenti: trovo che in Inghilterra è tutto semplicemente più professionale. E l’erba: in Italia il tempo era bello, ma l’erba sempre molto alta. In Inghilterra può grandinare e noi ci alleniamo comunque su un tappeto, che viene curato ogni giorno da diversi collaboratori".