Inzaghi, obiettivo terzo posto

Il tecnico biancoceleste vuole chiudere l'anno al terzo posto, ma teme Stefano Pioli

Chiudere il 2016 al terzo posto è questo l'obiettivo di Simone Inzaghi, e dopo la vittoria con la Fiorentina per la Lazio arriva subito un banco di prova molto duro. Si gioca a San Siro con un'Inter in crescita: "Affrontiamo una grande squadra, che ha investito tanto. E' costruita per arrivare tra le prime tre. E' una squadra blasonata, per l'Europa League e qualche infortunio ha perso terreno, ma ora con Pioli sarà una nostra concorrente".

"Ha avuto qualche problema - aggiunge Inzaghi - ha un ottimo allenatore che conosco bene e che ha dato già un segnale alla squadra. E noi vogliamo chiudere nel migliore dei modi. Pioli ha un'arma in più, ci conosce bene, compreso il sottoscritto. L'Inter ha ottimi giocatori, stanno trovando certezze e risultati, hanno una rosa lunga. Dovremo essere pronti".

Per la critica la Lazio ha sempre raccolto poco con le grandi, ma il tecnico biancoceleste non ci sta: "Non viene considerata la Fiorentina tra le grandi, ma ha un ottimo allenatore, l'anno scorso è stata prima nel girone d'andata. Abbiamo fatto 50 minuti nel migliore dei modi, poi siamo calati e loro sono cresciuti. Ora abbiamo un altro scontro diretto. I tifosi ci sono stati vicini anche con la Fiorentina, manca l'Inter e il Crotone per chiudere l'andata. Abbiamo una buona classifica, dobbiamo confermarci, il difficile arriva adesso".

"Abbiamo perso con Milan, Juve e Roma - spiega Inzaghi - abbiamo commesso qualche errore di troppo. Con le altre squadre si può recuperare, le altre non ce l'hanno permesso. Ma credo non bisogna perdere con le piccole, anche se tutte in Italia sono organizzate. L'Inter è attrezzata, abbiamo avuto pochi giorni per preparare la partita".


Inzaghi poi fa il punto sui convocati: "Rossi è un ragazzo che ho avuto nel settore giovanile, è di prospettiva, si impegna, è stato convocato per la defezione di Djordjevic. Sarà un patrimonio della Lazio, ha le caratteristiche per affermarsi nel calcio dei grandi. Cataldi è stato bravissimo, ha fatto un'ottima gara, un conto è giocare sempre, un conto una volta sì e tre no. Sapevo che non mi avrebbe tradito, ha fatto una grande gara di personalità. Radu è affaticato, siamo riusciti a fare un po' di allenamento. Abbiamo preferito non rischiarlo, vedremo alla vigilia". Sull'impiego di Keita dal primo minuto il tecnico invece non si sbilancia: "Vediamo, valutiamo anche lui. Ha fatto l'allenamento nel migliore dei modi. Ma conta l'interpretazione".