SFIDA AL VERTICE

Ferrari all'attacco del fortino Mercedes: la carta ADUO non basta

La candidatura iridata aperta dalla vittoria di Hamilton a Barcellona poggia su molteplici aspetti

di Stefano Gatti
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Solo vagheggiata a Montreal e a Montecarlo, dove Kimi Antonelli era di fatto ingiocabile, la prima vittoria Ferrari dall'autunno di due anni fa in Messico si è materializzata a Barcellona e spinge al centro della scena un'ipotesi di caccia al titolo che per farsi realmente concreta ha bisogno di conferme più o meno immediate, almeno a livello di trend. Il Gran Premio d'Austria dell'ultimo fine settimana di giugno e quello d'Inghilterra del primo di luglio rappresentano sotto questo aspetto altrettanti passaggi-chiave. Dal punto di vista di Maranello occorre puntare su un'esecuzione perfetta dal venerdì alla domenica (a maggior ragione nei weekend del formato Sprint) e prima ancora un assedio al "fortino" Mercedes che dia un ruolo comunque centrale a Charles Leclerc, alle prese con un passaggio complicato della sua stagione ma perfettamente in grado di estrarre dalla sua SF-26 gemello tutto quello che Lewis Hamilton sta già spremendo dalla sua. In ogni caso, è una scelta molto dolorosa quella che attende da qui ad una di giorni il Team Principal Frederic Vasseur e i suoi più stretti collaboratori nel top management di Maranello. 

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Smaltita la meritatissima festa post gara del Montelò insomma è già tempo di rimboccarsi le maniche. A corroborare la candidatura ferrarista ci sono i due aggiornamenti ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) assegnati alla Rossa per il resto di questa stagione a fronte di quello singolo della Mercedes. Basterà per fare la differenza? Il confronto resta tutto in salita dalla prospettiva maranelliana. Le due ultime stagioni ha dimostrato come i rapporti delle forze in campo possano modificarsi in modo anche sostanziale nell'arco di un singolo campionato e nello spazio di pochi mesi. Senza contare il fattore ambientale e quello umano. Nemmeno la McLaren (brodino catalano a parte) può dirsi a priori fuori dai giochi. Barcellona insomma ha rimescolato le carte: da un lato materializzando il primo passo falso di Antonelli (responsabilità da dividere come minimo a metà con il team), dall'altro aprendo ipotesi iridate per la Ferrari e per l'attuale miglior interprete della SF-26: una monoposto evidentemente plasmata sulle forme e sulle richieste di sir Lewis, il cui margine di crescita (gettoni ADUO compresi) nei confronti dei diretti rivali scatena la fantasia dei tifosi delle Rosse ma ancora non spaventa fino in fondo i sostenitori di Antonelli.