Montella: "Supercoppa, la nostra grande occasione"

La conferenza stampa del tecnico rossonero e di Abate, alla vigilia della sfida di Doha contro la Juventus

E' il momento delle parole. Prima dei fatti. E' il momento di Vincenzo Montella e del suo sogno: conquistare la Supercoppa italiana, sogno suo, di Berlusconi e Galliani, dei milanisti e del Milan progetto-giovani. Si parte da 0-0, tutto è possibile. O se vogliamo: si riparte da quel'1-0 a firma Locatelli che il 23 ottobre aveva aperto i più larghi sorrisi a casa-Milan. Lì si è capito che quel progetto avrebbe funzionato.

Poi un paio di cadute: Roma e lo 0-0 con l'Atalanta. Peccati di gioventù (quel rigore di Niang all'Olimpico...), un pizzico di malasorte contro la squadra di Gasperini, ma la sostanza non è cambiata: si viaggia ben al di sopra le righe d'attesa dell'estate. Ed ecco da Doha, Montella e Abate che raccontano scelte e proposito per questo secondo impatto-Juve. E questo sogno che si chiama Supercoppa.

Le parole di Montella.
"Parliamo del ritardo. Pazienza, è andata così. Non è un alibi per noi, ma noi volevamo partire come la Juve, il 20 dicembre e i dati sono questi. L'organizzazione era questa. Ma noi siamo pronti".
Abate ha detto: ci vuole un Milan perfetto.
"La Juve è la più forte, si sa. In Italia e anche fra le prime in Europa. Noi dovremo mettere in campo ogni energia e avere il massimo acume tattico, come nelle ultime gare. Giocheremo come sappiamo, cercando di comportarsi al meglio nelle varie fasi di gioco".
Cosa serve per battere la Juve?
"La tempesta c'è già stata ieri... Il Milan è cresciuto rispetto a due mesi fa, quando la Juve fu battuta. Ma anche la squadra di Allegri è cresciuta".
Sette italiani in campo e Paletta: è italiano o argentino?
"E' italiano, ha il doppio passaporto. Sette italiani in campo o anche di più".
Allegri ha detto: il Milan è una squadra da battaglia. Ancor più da battaglia dopo il disguido aereo.
"Basta parlare del ritardo aereo. La Juve è una squadra che dura nel tempo e da tempo, con una mentalità che si raggiunge attraverso le vittorie e la Juve ha vinto tantissimo. Noi dovremo pareggiarla con l'agonismo... E l'etichetta di squadra da battaglia mi piace, il calcio è battaglia nel senso più nobile".
La Juve abituata alle finali. I giovani del Milan assai meno.
"Lo so. Noi abbiamo le nostre armi: entusiasmo, leggerezza, incoscienza. Le faremo valere".
La pressione di dover vincere quanto è grande?
"No, la pressione non c'è, non c'è la pesantezza. I ragazzi a questa partita sono arrivati per meriti loro e se possiamo questo trofeo lo vogliamo regalare al nostro presidente Berlusconi che ci trasmette sempre la voglia di vincere".
Cosa c'è nella testa di Montella in questa vigilia?
"Tante cose e la voglia di fare bene. Il mio obiettivo è di trasmettere questa carica ai miei giocatori".
Che traguardo può essere per il Milan, in prospettiva?
"Noi dobbiamo pensare di crescere giorno per giorno, poi ci sono gli esami e questo con  la Juve lo è. Qui conta di più il risultato al cospetto della prestazione".
Giocare all'estero: le piace o no?
"Certo che mi piace. E' un piacere essere qui oggi. Galliani ha detto di giocare anche gare di campionato all'estero. Bene, è un'idea che piace anche a me. Nel mondo arabo, per esempio, so che il calcio italiano è molto seguito e qui ci sono strutture per poter giocare certe partite ai massimi livelli".
Il progetto-Milan come procede?
"Procede bene, è un progetto con tanti giovani e tanti italiani, il nostro obiettivo è portarlo avanti e le cose stanno procedendo bene. Speriamo di continuare così".

Le parole di Abate.
"Vogliamo portare a casa questa Supercoppa. Per noi, per tutto il MIlan e i milanisti, per i tifosi"
Sei il capitano di un Milan giovane e italiano.
"Ma nel Milan ci sono anche tanti bravi giovani stranieri. Questa cosa ci piace molto. E non siamo sazi".
Juve battuta due mesi fa.
"Quel successo ci ha dato tanta autostima e nei 90' minuti tutto è possibile. La Juve è una squadra speciale, la più forte. Ma noi abbiamo tante risorse e ytanta voglia".
Come si batte la Juve?
"Bisogna essere spensierati. Con grinta e volontà. Ci è riuscito in campionato, e questa in fondo è la rivincita della Coppa Italia".
Il ritardo di un giorno, cosa cambia?
"Non è un alibi, non è polemica. E' un dato di fatto. Ma la nostra carica è tanta".
L'ultimo trofeo del Milan nel 2011, la Supercoppa italiana contro l'Inter.
"Sono passati tanti anni. Vogliamo fare un regalo al nostro presidente Berlusconi".
Mandzukic ha detto: la gara di Milano è stata un avvertimento. La Juve vi teme?
"Non credo. Noi dovremo essere perfetti e sappiamo che in quattro sfide con la Juve non siamo stati mai dominati".