Già, ma Ancelotti non aveva convocato Neymar? Sì, l'ha portato negli Stati Uniti e l'abbiamo anche visto, seduto in panchina con la tuta d'ordinanza ma senza gli attrezzi del mestiere, mentre con un sorriso amaro diceva al giovane Endrick "magari potessi entrare". Questo è finora il Mondiale di O Ney e per un po' questo rimarrà. Escluso il suo impiego per la seconda partita del girone contro Haiti a Philadelphia. Tutto in alto mare per gli appuntamenti successivi. Il Brasile era spaccato fin dall'inizio, in molti dicevano che non c'era da fidarsi, ma Ancelotti era del parere opposto: la qualità e la personalità di un giocatore del genere possono sempre fare comodo. Per ora hanno ragione i detrattori.
Nell'ultimo periodo del 2025, Neymar ha giocato per il Santos stringendo i denti. Una lesione al menisco gli impediva di dare il meglio. Durante la sosta natalizia si è fatto operare, programmando la lunga rincorsa a un posto tra i 26 del Mondiale. Dopo aver perso 125 giorni nella passata stagione, dopo l'intervento ha cercato di gestirsi, saltando molte gare ufficiali. Nei giorni di avvicinamento alle convocazioni, ha provato a forzare un po' di più, con successo. Ma il giorno prima della lista ufficiale di Ancelotti, ecco un altro infortunio, minimizzato dai medici del Santos e classificato come semplice "edema" al polpaccio destro.
Il 28 maggio, al termine di una risonanza magnetica effettuata alla Granja Comary di Teresopolis, il centro di allenamento federale, il medico della Seleçao, Rodrigo Lasmar, ha spiegato la situazione con chiarezza: "Non si tratta di un banale edema, ma di una lesione di secondo grado. Credo che in due-tre settimane possa tornare all'attività normale". Con i tempi ci siamo,.eppure Neymar non ha ancora fatto un allenamento vero. E i dubbi sono sempre più pressanti, come ha scritto l'opinionista Paulo Vinicius Coelho nella sua rubrica su Globoeporte: "Ritorno all'attività vuol dire allenarsi, non certo scendere in campo. E quando ciò finalmente succederà, quale sarà la sua capacità di influire su una partita di un Mondiale ad alto livello? Già, perché dopo Haiti in teoria saranno tutte partite impegnative".
C'era tanta voglia di Neymar in Brasile fino a qualche giorno fa. Le contingenze del momento l'hanno fatto passare in secondo piano. Il pareggio all'esordio contro il Marocco ha lasciato una scia di delusione e paura che tutti vorrebbero cancellare contro Haiti. Senza Neymar, ma con in campo tanta gente che ha parecchio da farsi perdonare.