L'Iran non ci sta, Taremi si sfoga e il ct ci va giù duro: "Siamo i più maltrattati del torneo"

Tensione fuori dal campo per la nazionale iraniana ai Mondiali 2026. Mehdi Taremi ha denunciato una situazione "molto stressante" legata alla complessa organizzazione logistica della squadra, sottolineando le difficoltà vissute nelle ultime ore tra spostamenti, viaggi e gestione del ritiro. L'attaccante ha raccontato che la squadra ha dovuto raggiungere Tijuana, in Messico, per poi tornare successivamente a Los Angeles in vista della sfida contro il Belgio. "È una situazione molto stressante per i giocatori, abbiamo poco supporto, penso che la Fifa avrebbe potuto fare di meglio", ha dichiarato Taremi in zona mista, aggiungendo che la squadra è "stanca di questa situazione" e che negli ultimi mesi ha affrontato "molti problemi".

Il centravanti iraniano ha comunque evitato di cercare alibi per il risultato sportivo, ribadendo la volontà di restare concentrati sul campo e "fiduciosi" per le prossime partite. "Vogliamo solo pace e gioia", ha aggiunto, citando anche gli slogan della Fifa. Taremi ha inoltre confermato la visita del presidente Fifa Gianni Infantino negli spogliatoi, definendola un gesto positivo ma insufficiente a risolvere le criticità organizzative: "Vuole aiutare, ma ci sono altri problemi".

Sullo sfondo resta il tema delle difficoltà logistiche della delegazione iraniana, che ha dovuto modificare più volte il proprio campo base e affrontare anche problemi legati ai visti per alcuni membri dello staff. Dura anche la posizione del commissario tecnico Amir Ghalenoei, che dopo il pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda ha definito la propria nazionale "la più maltrattata del torneo", parlando di un "disastro" organizzativo e di condizioni complicate fin dall'inizio della manifestazione. Secondo quanto riferito, circa quindici membri della delegazione avrebbero anche avuto difficoltà nell'ottenere il visto per entrare negli Stati Uniti. Nonostante le polemiche, l'Iran resta in corsa nel torneo e punta a superare le difficoltà extra-campo per concentrarsi esclusivamente sugli impegni sportivi.