Mondiali 2026

Brasile, serve vincere: contro Haiti Ancelotti ritrova Neymar e prepara la rivoluzione

Il tecnico italiano, criticato per la prestazione nel primo tempo contro il Marocco, ha già in mente variazioni nella formazione base dei verdeoro

Carlo Ancelotti, in vista del match contro Haiti, mischia le carte del Brasile: i verdeoro sono stati autori di un primo tempo tremebondo contro il Marocco, salvo salire di tono nel secondo. Tuttavia, non è bastato per vincere. Contro i caraibici la Seleçao avrà una sola missione: i tre punti, per non complicare il percorso Mondiale. Se un motivo per sorridere davvero Carletto ce l'ha è il ritorno di Neymar in gruppo: il miglior marcatore della storia del Brasile rappresenta un plus mentale preziosissimo per tutta la squadra, e il solo vederlo in campo avrebbe per gli avversari un effetto genera-ansia non da poco. In quanto alla coesistenza tattica con Vini e Raphinha, Ancelotti ha l'esperienza necessaria per gestirli.

Chi esce, chi entra -

 La difesa è stata immediatamente messa sul banco degli imputati: del tutto insufficiente la prestazione di Roger Ibañez, che di mestiere fa il difensore centrale ed ha giocato contro il Marocco da terzino destro. Al 45' Carletto e il suo staff lo hanno fatto gentilmente accomodare in panchina, dentro Danilo. Per essere chiari, non è che Danilo abbia fornito una prestazione da novello Djalma Santos, ma perlomeno ha tenuto la posizione ed è sembrato a proprio agio con il pallone in gestione. I due centrali, Marquinhos e Gabriel, si sono letteralmente addormentati sul gol di Saibari facendo lo stesso movimento invece di coprire uno la profondità e l'altro uscire in pressione, ma sono due fenomeni e sono intoccabili, e hanno solo bisogno di tempo per trovare la sintonia. A sinistra, invece, Douglas Santos è stato dignitoso e attento, considerando che la sua partita doveva limitarsi semplicemente a coprire i mancati rientri difensivi di Vinicius. Verrà confermato.

Casemiro è l'altra vera nota dolente a centrocampo: è apparso in grande difficoltà fisica, i media brasiliani non gli hanno risparmiato critiche per le disattenzioni tattiche e il poco filtro fornito. L'ex Real Madrid è un fedelissimo di Ancelotti, ma è oggettivamente vero che sia Danilo Santos sia Fabinho pur non facendo qualcosa di stellare hanno fatto meglio. Bruno Guimaraes, invece, è intoccabile. Da giocatore universale quale è ha messo in campo una prestazione fisica e di qualità, ciò che ci si aspetta da lui. Probabilmente avrebbe sognato di giocare questo Mondiale in coppia con Joelinton, suo compagno di reparto al Newcastle, ma gli infortuni e le scelte di Ancelotti hanno impedito accadesse. Starà fuori, probabilmente, anche Paqueta: pur avendo qualità, è risultato pasticcione e poco concreto oltre che in una posizione poco adatta a lui cioè l'esterno destro.

Dilemma modulo e punta -

 Igor Thiago, encomiabile per abnegazione e sacrificio, si siederà comodamente in panchina contro Haiti: vederlo vagare spaesato sbagliando ogni pallone contro il Marocco ha riportato alla mente di tutti il fantasma di Fred che giocò titolare i Mondiali 2014. Per questo Ancelotti sta già valutando l'inserimento nel ruolo di Endrick, richiesto a gran voce da più o meno chiunque. Non è una punta fisica, ma ha nel sangue il talento tipico di chi sa accendere la torcida. Non da escludere comunque anche un passaggio al 4-3-3 con Neymar punta, Vinicius a sinistra, e Raphinha a destra (il suo vero ruolo, dove non gioca a Barcellona per la presenza di Yamal) per consentire al centrocampo di essere più coperto. Il match contro i caraibici, un avversario non insormontabile, potrebbe essere utile ai verdeoro per trovare distanze, misure e geometrie in vista di partite più difficili. A Carlo Ancelotti e il suo staff il compito di aggiustare quanto non ha funzionato perché il Mondiale non perdona, figuriamoci il Mondiale con addosso la maglia più pesante del mondo del calcio.