Se Roberto Martinez decide la formazione, c'è qualcosa che non quadra nella formazione iniziale, troppo avvezza al gioco orizzontale. Se invece, ipotesi molto probabile, è Cristiano Ronaldo a decidere chi gioca, da parte sua c'è il consueto eccesso di autostima. È sempre stata la sua forza, ma fino a qualche anno fa era anche supportata da una condizione fisica straripante, adesso è un over 40 molto ben tenuto ma pur sempre un over 40. Così il Portogallo, accreditato come possibile sorpresa alla vigilia (succede a ogni grande manifestazione) parte con un solo punto contro la Repubblica Democratica del Congo.
Siamo abituati a vedere Joao Neves come se fosse un tutt'uno con Vitinha, in mezzo al campo con la maglia del Paris Saint Germain oppure con quella del Portogallo. In base ai movimenti di uno dei due, l'altro agisce di conseguenza. Spesso sono vicinissimi, per favorire i passaggi corti. E comunque da lì non si passa. Però Joao Neves ha anche una vita propria e lo dimostra in occasione del gol dell'1-0 per il Portogallo. All'improvviso si stacca dal suo alter ego, va a buttarsi in mezzo all'area e si avventa sul cross pennellato da Pedro Neto. Gol di testa, segnato da uno che non è certo un colosso nemmeno in altezza. Gol che certifica grandissima intelligenza calcistica per il tempismo dell'inserimento in un'area popolata da difensori fisicati, forse troppo distratti dalla presenza di Cristiano Ronaldo. Non diventerà mai la specialità della casa, ma in questo frangente ha il merito di sbloccare il risultato contro una squadra molto raccolta davanti al suo portiere. Sembrava l'inizio di una possibile goleada, invece questo gol si è rivelato un tesoretto da difendere.
Facile immaginare l'ansia da prestazione che attanaglia Cristiano Ronaldo dopo aver visto la tripletta del suo amico (si fa per dire) Lionel Messi. Obbligato a lasciare il segno, ma certo non aiutato dalla posizione che si è scelto in campo. Ha deciso, con il beneplacito di Roberto Martinez, di giocare da prima punta, anzi da unica punta. Alle sue spalle una ragnatela di centrocampisti tecnici e creativi, più due esterni molto offensivi come Cancelo e Nuno Mendes. Però il Congo gioca con una linea di cinque difensori, tutti ben piazzati fisicamente. Uno contro cinque è durissima, soprattutto se non arriva l'imbucata giusta. E allora l'apporto di CR7 è praticamente nullo per tutto il primo tempo. Solo al 68' la sua prima mezza occasione.
Inserire Francisco Conceiçao e non un attaccante da area di rigore è la mossa più indolore che un CT possa mettere in atto per evitarsi gli strali e le smorfie di Cristiano Ronaldo. L'idea è quella di rinforzare la fascia destra (nel primo tempo il Portogallo ha attaccato soprattutto dall'altra parte) e di mettere in mezzo qualche pallone in più. Infatti la prima mezza occasione di Ronaldo arriva proprio da un'iniziativa dello juventino figlio d'arte. Una combinazione che si ripete qualche minuto dopo, ma CR7 è sempre molto marcato. Conceiçao diventa un fattore della partita con le sue solite sterzate e quei movimenti complicati da arginare anche se più o meno sono sempre simili tra loro. Non succede lo stesso sul lato opposto quando entra Rafael Leao, praticamente non pervenuto.