il compleanno

Fabio Capello compie 80 anni: da Pieris al tetto del mondo

Dai successi da calciatore con Juventus e Milan al trionfo di Atene in panchina, fino ai tricolori di Roma e Madrid. Ritratto di un leader inflessibile

Fabio Capello, che spegne oggi 80 candeline (nato a Pieris il 18 giugno 1946), appartiene ai personaggi che hanno scritto la storia del calcio italiano ma non solo. Per tutti "Don Fabio", soprannome datogli ai tempi del Real Madrid, la sua figura attraversa oltre mezzo secolo del nostro calcio con un'unica costante: la vittoria.

Il Capello calciatore: geometrie e carattere

Prima di diventare un grande allenatore, Capello è stato un centrocampista d'ordine, fosforo e personalità. Cresciuto nella Spal, esplode definitivamente nella Roma di Helenio Herrera, vincendo una Coppa Italia nel 1969. Il salto definitivo avviene nel 1970 con il passaggio alla Juventus: in bianconero vince 3 scudetti (1971-72, 1972-73 e 1974-75) e diventa un perno della Nazionale (storico il suo gol a Wembley nel 1973 che regala all'Italia la prima vittoria in casa dell'Inghilterra). Chiude la carriera da giocatore al Milan, sollevando un'altra Coppa Italia nel 1977 e lo Scudetto della prima stella nel 1979.

L'era degli "Invincibili" al Milan

Nel 1991 Capello raccoglie l'eredità pesantissima del Milan di Arrigo Sacchi. Dove molti vedevano un declino inevitabile, Fabio costruisce il "Milan degli Invincibili". Negli anni sulla panchina del Diavolo inizia ad abbattere record su record, vincendo lo scudetto 1991-92 senza subire nemmeno una sconfitta e nella storica data del 18 maggio 1994, schiantando il Barcellona di Cruijff per 4-0 nella finale di Champions League. Sulla panchina rossonera, in cinque stagioni arrivano 4 scudetti (1992, 1993, 1994, 1996), 3 Supercoppe Italiane e una Supercoppa Europea. Qui inizia a nascere la figura del Capello leader inflessibile, figura rispettata dai giocatori e dal forte carisma.

Real Madrid e lo storico scudetto di Roma

Nel 1996 l'allenatore friulano accetta la sfida del Real Madrid. Gli basta un anno per imporre la sua legge e vincere la Liga (1997), prima di tornare in Italia. Nel 1999 sposa il progetto della Roma di Franco Sensi. È qui che compie uno dei suoi capolavori più complessi: il 17 giugno 2001 riporta lo scudetto nella capitale dopo 18 anni di digiuno, seguito poi dalla Supercoppa Italiana.

La Juventus, il bis a Madrid e le Nazionali

Nel 2004 torna alla Juventus, questa volta da allenatore, dove vince altri due campionati (2005 e 2006), poi revocati dalle vicende di Calciopoli. Nel 2006 torna al Real Madrid per un "Instant Team" che, contro ogni pronostico, rimonta il Barcellona e vince un'altra clamorosa Liga (2007). La parte finale della sua carriera lo vede ct di livello internazionale: guida l'Inghilterra dal 2008 al 2012 (qualificandola ai Mondiali 2010 e agli Europei 2012) e la Russia dal 2012 al 2015.

Il Palmarès in sintesi recita: 4 Scudetti e 2 Coppe Italia da giocatore tra Milan, Roma e Juve. Da allenatore del Milan 4 scudetti, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa e 3 Supercoppe Italiane. 2 Liga da allenatore del Real Madrid. 1 scudetto, 1 Supercoppa Italiana con la Roma e da allenatore della Juventus 2 scudetti, poi revocati.