L'esordio in prima squadra all'Hajduk Spalato con Igor Tudor, l'avventura all'Istanbul Basaksehir e il sogno chiamato Croazia. Ivan Brnic, ala sinistra classe 2001, ha appena chiuso la sua migliore stagione in termini realizzativi e in un'intervista rilasciata a Sportmediaset racconta i suoi obiettivi futuri, tra i quali c'è anche la Serie A.
Com'è nata la sua passione per il calcio?
Ho iniziato a giocarci quando avevo 7 anni, a 9 ho firmato per l’Hajduk Spalato. Per me, è il club più grande della Croazia, magari non adesso, ma storicamente lo è. Sono rimasto lì per 11 anni. Ho debuttato in prima squadra con Igor Tudor a 18 anni.
Cosa pensa di lui e delle sue ultime esperienze alla Juventus e al Tottenham?
Io e Igor avevamo un bel rapporto, mi ha voluto in prima squadra perché credeva molto in me. Essere allenato da lui è stato molto importante, sia da un punto di vista fisico che mentale. Ha fatto un bel lavoro all’Hajduk e non è facile, c’è molta pressione. Penso sia un allenatore più all'italiana che all'inglese: al Tottenham non puoi giocare a cinque dietro, in Italia invece è diverso.
Lo sente ancora?
Ci siamo visti un anno fa, mi ha chiesto come andassero le cose. Abbiamo ancora un bel legame.
Adesso gioca per l’Istanbul Basaksehir, cosa ne pensa del campionato turco? Sta accogliendo diversi campioni ultimamente
La Süper Lig sta crescendo molto, non è ancora nei top 5 campionati del mondo ma nei 10 sì. È una bella esperienza giocare qui, sento che sto crescendo molto come uomo e come calciatore. Il livello è alto ed è difficile, in ogni partita devi dare il 100%, il 90 o 95 non basta mai. Galatasaray, Fenerbahçe e Besiktas sono veramente forti, devi essere pronto fisicamente e mentalmente per ogni partita.
Ha chiuso l’ultima stagione con 7 gol e 4 assist in 34 presenze. È la sua migliore in carriera?
Sì, non ho giocato molti minuti ma il rendimento è stato buono. Sono felice, ma anche molto ambizioso, voglio sempre di più. Qui in Turchia ho imparato ad attaccare e a difendere. Negli ultimi anni ho giocato in grandi club come Hajduk, Maribor, Olympiacos: lì avevamo sempre il controllo della palla e dominavamo il gioco. Col Basaksehir è diverso, ma per me è importante anche sapere come difendere. Il calcio sta cambiando, non puoi più giocare solo in attacco.
Cosa significa per lei giocare nell’Istanbul Basaksehir? C’è tanta pressione?
A dir la verità, no. A Istanbul ci sono squadre più grandi di noi, ma siamo comunque un club ambizioso. Quest'anno siamo partiti male ma poi abbiamo chiuso al quinto posto e ci giocheremo i preliminari di Conference League. Daremo il massimo per passare il turno. Abbiamo un ottimo allenatore e ottimi giocatori: possiamo farcela.
Tra una partita e l'altra riesce a seguire anche la Serie A?
Ora non molto, ma quando Cristiano Ronaldo giocava alla Juventus non mi perdevo neanche una partita: è il mio idolo, lo seguo da quando ero bambino.
Il portoghese è al suo sesto Mondiale, ma mercoledì ha faticato un po'...
Sì, però penso che per lui sia difficile. Ha 41 anni, non è lo stesso CR7 di un tempo, ma è ancora lì a lottare.
Le piacerebbe giocare in Italia?
Certo, perché no. La Serie A è tra i cinque campionati più importanti al mondo. Credo che lì potrei crescere ancora di più.
Lei è croato, che effetto le ha fatto vedere Modric al Milan?
Penso che sia il giocatore più importante nella storia della Croazia. Ha vinto tantissimi trofei, sia individuali che di squadra. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
A Milano, c'è anche Sucic nell'Inter...
È più giovane di me, non lo conosco personalmente, ma gli auguro il meglio per il futuro. Se può essere il nuovo Modric? Luka è unico, ma Petar ha delle ottime potenzialità, deve essere la versione migliore di sé stesso.
Parlando di Mondiale, dove può arrivare questa Croazia?
Mercoledì abbiamo perso con l’Inghilterra, sarà dura. Bisogna innanzitutto passare il girone ma possiamo farcela.
Chi diventerà Campione del Mondo?
Oltre alla Croazia? (Ride, ndr). Beh, la Francia ha ottime potenzialità. Sono forti e hanno esperienza: ci hanno battuti nel 2018 e sono arrivati secondi nel 2022. Secondo me hanno il 90% di probabilità, 10 ne lascio per il Brasile.
A proposito, cosa ne pensa di Ancelotti ct?
Penso che sia un tecnico più da club che da nazionale. Ma vedremo, magari vincerà lui. È comunque tra i tre allenatori migliori del mondo, non bisogna mai sottovalutarlo. È una leggenda del calcio.
Lei ha giocato per le giovanili della Croazia, ora manca solo la nazionale maggiore…
Sì, vero, è il mio sogno. Penso di potercela fare in futuro, ci credo molto e lavoro duramente anche per questo. Ho sempre alte aspettative.