
Ibrahimovic floppa anche da commentatore, il Times lo boccia: "Impreparato e arrogante"
Lo svedese stroncato dal quotidiano statunitense per il suo commento al Mondiale, elogiato invece il collega francese

Non sicuramente il periodo più felice della carriera di Zlatan Ibtrahimovic. Lo svedese è sempre più nel mirino dei tifosi rossoneri per gli ultimi anni di gestione del Milan e, più in particolare, per le ultime settimane caotiche che sta vivendo il Diavolo tra una struttura societaria ancora inesistente e i continui no ricevuti da vari allenatori e direttori.
La posizione dell'ex fuoriclasse agli occhi dei tifosi è, se possibile, peggiorata ancora di più nelle ultime settimane. In molti hanno storto il naso per la scelta di Ibra di volare negli Usa per commentare il Mondiale per Fox Sports in un momento così difficile e delicato per il Milan. Un'esperienza, quella di commentatore tv, che, tra l'altro, non sta portando commenti positivi. Ibrahimovic infatti è stato criticato pesantemente dal Times per il suo stile in trasmissione: "Meno Zlatan e il programma sarebbe migliore", l'attacco dell'editorialista Andrew Marchand. Che poi argomenta la sua posizione: "Finora, il problema per Zlatan è che sembra non conoscere nulla di specifico su molte delle squadre o sui loro giocatori. Quando Fox ha dato risalto alla storia dell'americano diventato allenatore del Canada, Jesse Marsch, prima della sua prima partita la settimana scorsa, sembrava che Zlatan non ne avesse mai sentito parlare". Tutt'altro registro utilizzato per raccontare l'operato di Thierry Henry, riempito di elogi: "Analisi sempre eleganti e illuminanti".
L'ondata di critiche tra tv e Milan non sembrano però aver per nulla scalfito la proverbiale sicurezza di Ibra. Collegato a una macchina della verità per uno sketch nel programma notturno di Fox dedicato ai Mondiali, lo svedese non ha tentennato alla domanda-provocazione posta dal presentatore: "Pensi che un tavolo di quattro Zlatan sarebbe meglio di quello con Rebecca Lowe, Thierry Henry e Alexi Lalas?", lo svedese non ha tentennato: "Sì". Una risposta "confermata" anche dal macchinario a cui era attaccato. Passano gli anni ma non la proverbiale arroganza di Ibra: nonostante le critiche, Zlatan va avanti per la sua strada.