Strategie

Volkswagen deve produrre meno modelli

Wolfsburg vara il piano in otto punti per tagliare la complessità della gamma

di Redazione Drive Up
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Il piano di ristrutturazione e riduzione dei costi del Gruppo Volkswagen entra nella sua fase più calda e strategica. Dopo aver archiviato un 2025 caratterizzato da un drastico taglio superiore al 20% dei costi fissi di produzione nei soli impianti tedeschi, e con un percorso già tracciato che porterà all'eliminazione di circa 50.000 posti di lavoro entro la fine del decennio.
Più margini
Nel corso dell'assemblea generale degli azionisti, il CEO Oliver Blume ha delineato la seconda fase della trasformazione del gruppo, focalizzata su un programma programmatico basato su otto pilastri strategici, il cui obiettivo finale è garantire risparmi netti annuali per oltre 6 miliardi di euro entro il 2030. La prima e più rilevante di queste iniziative mira a colpire direttamente la complessità del portafoglio prodotti. Lo scopo è produrre meno modelli e meno varianti.
Fabbriche troppo grosse
Questa drastica semplificazione dell'offerta si rifletterà a cascata sul secondo e sul terzo pilastro del piano: la riduzione progressiva delle piattaforme modulari e delle architetture elettroniche di bordo – accelerando così i tempi di sviluppo dei futuri veicoli – e la rimodulazione strategica dei siti produttivi, per sanare le sovracapacità strutturali delle fabbriche laddove la domanda reale non giustifica più gli attuali ritmi di output.

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